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La bassa autostima in psicologia

Con questo articolo entriamo nello specifico, parlando della bassa autostima e dei rimedi che è possibile adottare per cercare di elevarla.

Se ti interessa, abbiamo già affrontato il tema dell’autostima su questo blog.

Cosa significa avere una bassa autostima?

Avere una bassa autostima significa avere le difese immunitarie basse.

Vuol dire che non possiamo affrontare tutte le prove che la vita ci mette davanti. Che non siamo in grado di superare quei piccoli e grandi ostacoli che fanno parte della quotidianità.

Anziché fronteggiarli, scappiamo via perché siamo convinti di non potercela fare.

Sentiamo di non essere all’altezza, quindi ci sottraiamo.

Ma questo determina un circolo vizioso.

Se non ci mettiamo alla prova, non potremo mai accrescere la nostra autostima, il nostro senso di autoefficacia. In poche parole, alimenteremo un’immagine negativa di noi stessi, consolidandola ancora di più.

Facciamo un esempio semplice.

Quando vado in palestra per allenare un muscolo, utilizzo i pesi. Più questi pesi sono pesanti, più metto sotto sforzo il muscolo e lo aiuto a potenziarsi.

Il discorso dell’autostima è molto simile.

Sottrarsi alle prove significa sottrarsi alla vita.

Esistere viene dal verbo latino exsistere che letteralmente significa stare fuori cioè esporsi.

Di conseguenza, smettere di esporsi significa smette di vivere in modo pieno.

Se non corro il rischio, se non vado a testa alta contro la prova e mi tiro indietro, anche il compito più semplice mi sembrerà insormontabile.

Entrerò in una sorta di vortice discendente da cui è difficile poi uscire.

La scarsa autostima è colpa dei genitori?

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La scarsa autostima dipende molto spesso dall’ambiente familiare in cui si è cresciuti.

In particolare, l’autostima si forma sulla base dell’interazione avuta con i genitori, che devono essere in grado di trasmettere la bambino un senso di fiducia perché possa affrontare autonomamente le prove che ha di fronte.

Non sempre, purtroppo, la comunicazione all’interno della famiglia funziona.

Spesso, ci si trova avviluppati all’interno di quello che viene chiamato “doppio legame”.

Il doppio legame è stato teorizzato da Gregory Bateson, psicologo e antropologo esponente della scuola di Palo Alto.

In cosa consiste, nella pratica?

In sostanza in uno scollamento tra due piani di comunicazione, che si contraddicono.

Magari, il genitore afferma a più riprese che il proprio figlio dovrebbe essere autonomo e indipendente. A parole lo incoraggia a fare da solo.

Poi, però, all’atto pratico, impedisce al figlio di prendere l’iniziativa e affrontare le sfide. Il suo comportamento va in contrasto con le sue parole.

Così, il bambino si sente investito da scarsa fiducia e, di conseguenza, costruisce un’immagine di sé negativa, come di una persona di cui non ci si può fidare, troppo debole, incapace.

Volendo semplificare molto, potremmo dire che la nostra autostima è il risultato della somma delle “recensioni” che ci vengono lasciate dagli altri.

Naturalmente, le recensioni più importanti, quelle a cui attribuiamo maggior valore, sono quelle dei nostri genitori o caregiver, cioè coloro che si prendono cura di noi fin dall’infanzia.

Se queste recensioni noi le percepiamo come basse, sarà molto difficile che quelle successive abbiano la stessa importanza per noi.

Spesso mi capita di sentire nel mio studio di psicologo a Roma Eur e durante le sedute di terapia online che le persone con bassa autostima non credono alle cose belle che gli vengono dette.

Perché accade?

Proprio perché sono legati a quelle antiche recensioni.

Come ho già detto a proposito della dipendenza affettiva in un altro articolo, di fronte alla bassa autostima bisognerebbe farsi alcune domande che possono suonare molto scomode:

  • questa scarsa autostima mi serve a qualcosa?

  • Forse questa bassa autostima mi permette di evitare le prove della vita? Mi dà una scusa per tirarmi indietro e non affrontare i problemi?

Andare avanti nella vita può risultare molto faticoso. Ci vuole impegno. Di conseguenza, a volte, è molto più semplice attribuire la colpa del disagio che proviamo ai nostri genitori o a coloro con i quali siamo cresciuti.

Loro sicuramente hanno una responsabilità.

Tuttavia, questo non può essere una scusa per non affrontare la vita.

Sintomi della bassa autostima

La bassa autostima non ha dei veri e propri “sintomi”, quanto degli effetti che si evidenziano in vari ambiti della vita:

  • nelle relazioni di coppia

  • sul lavoro

  • nello studio (a scuola o all’università)

Effetti della bassa autostima sulle relazioni di coppia

Nelle relazioni di coppia, quando hai un’autostima bassa, tendi sempre a mettere l’altro al primo posto, considerando soltanto i bisogni del tuo partner.

Ti comporti quasi come se tu fossi un accessorio della relazione, relegato a un ruolo di comparsa.

Ma può accade anche il contrario, in alcune relazioni.

La bassa autostima potrebbe indurti a essere tanto insicuro da diventare ipercontrollante nei confronti del tuo compagno o della tua compagna. Sei costantemente preoccupato che l’altro possa allontanarsi da te o lasciarti.

Hai paura che trovi qualcuno di meglio.

Di conseguenza, cerchi costantemente attenzioni. Vuoi sempre essere rassicurato rispetto ai sentimenti dell’altro nei tuoi confronti perché, in un certo senso, non senti di meritarlo davvero.

Effetti della bassa autostima sul lavoro

Chi ha bassa autostima, sul lavoro tende a sovraccaricarsi di impegni fino allo stremo delle forze.

Si sente in difficoltà, prova ansia di fronte alla prospettiva del nuovo, perché ha il timore costante di sbagliare e di non essere in grado.

Avere bassa autostima significa anche non riuscire a relazionarsi in modo sano con il capo e con i colleghi, finendo col trovarsi sempre in una condizione di subordinazione.

Inoltre, la bassa autostima porta le persone a non essere scelte a un colloquio di lavoro.

Infatti, anche se durante un colloquio di lavoro pronunci tutte le parole giuste e rispondi in modo corretto alle varie domande che ti vengono poste, il linguaggio del tuo corpo rivela la tua forte insicurezza.

E questo potrebbe essere motivo di esclusione da parte della persona che ti sta valutando.

Effetti della bassa autostima all’università

Se sei uno studente universitario e soffri di bassa autostima, probabilmente quando hai un esame da sostenere, ti ritrovi a studiare tutte le pagine del programma per filo e per segno, senza saltare neppure le note.

Non riesci a lasciare nulla al caso perché altrimenti non ti senti abbastanza sicuro per poter affrontare la valutazione da parte del professore.

È probabile anche che tu non ti presenti all’appello perché la tua scarsa fiducia in te ti induce a credere che tanto comunque non riuscirai a superare l’esame e verrai irrimediabilmente bocciato, anche se hai studiato.

Tanto vale restare a casa, no?

Autostima e depressione

Spesso chi ha bassa autostima, ha la tendenza a mettersi fortemente in discussione. Mi capita spesso nel mio studio di psicologo a Roma Eur e durante le sedute online, di sentire i pazienti proclamare che è importante nella vita sapersi mettere in discussione.

Non è così. Non in senso assoluto perlomeno.

Come per ogni cosa della vita, bisogna porre un limite.

Mettersi troppo in discussione, farsi venire sempre dubbi su di sé significa mettere il dito nella piaga per chi ha bassa autostima. E questo può portare a una tristezza che se non opportunatamente trattata può diventare depressione.

Esercizi per aumentare l’autostima

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Il mio scopo principale con questo articolo è quello di darti un primo aiuto, suggerendoti alcuni rimedi contro la bassa autostima. Questi suggerimenti non sostituiscono una consulenza psicologica o un percorso di sostegno.

Ma possono esserti davvero utili per cominciare ad affrontare il problema.

L’esercizio che ti propongo è quello di fissare un obiettivo da raggiungere. Non deve essere un traguardo gigantesco. Qui si procede a piccoli passi.

Diciamo che quest’obiettivo dovrebbe essere un minimo sfidante, in modo da spingerti a uscire dalla tua comfort zone.

Una volta che hai chiaro l’obiettivo, l’unica cosa che devi fare è cercare di raggiungerlo.

Senza procrastinare, senza voltare le spalle, senza farti indietro.

Forse dovrai forzarti un po’, ma è normale all’inizio.

L’importante è che tu scelga una prova che puoi affrontare.

Una volta che hai compiuto la tua piccola impresa, prendi un foglio e descrivi l’esperienza avuta e com’è andata. Poi prendi quel foglio e attaccalo sullo specchio oppure allo schermo del tuo pc.

Mettilo in un luogo in cui puoi vederlo spesso nel corso della tua giornata.

Deve farti da promemoria.

Deve ricordarti che sei in grado di metterti alla prova.

L’obiettivo successivo dovrà essere appena più sfidante di quello precedente.

Qualche domanda sulla bassa autostima

Ho preparato per te alcune domande che ti aiuteranno ad autovalutarti e a capire se davvero soffri di bassa autostima.

Se hai dubbi o vuoi ricevere altre informazioni, puoi scrivermi.

Ecco le domande:

  • Se devo affrontare una situazione nuova, la evito?

  • Tendo costantemente all’autocritica?

  • Evito di fare critiche ad altri per paura di essere giudicato o giudicata?

Se la maggioranza delle risposte è affermativa, allora probabilmente hai davvero un’autostima bassa su cui dovresti lavorare.

Se sei di Roma Eur, scrivimi e capiremo insieme se posso aiutarti a risolvere il tuo problema. Possiamo incontrarci anche “a distanza”, prevedendo un percorso di terapia online.

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