Molto spesso, nel mio studio si presentano delle coppie che stanno attraversando un momento di crisi. I problemi lamentati sono molteplici ma, a parer mio, sono tutti riconducibili a un unico meccanismo: c’è una difficoltà di comunicazione di coppia.

I partner non sanno o non riescono a comunicare tra loro in modo efficace.

Ascoltandoli, ci si accorge che spesso uno dei due (o entrambi) accusano l’altro, sempre nello stesso modo:

“Tu hai fatto questo”

“Tu hai detto questo”

“Tu, tu, tu”

Purtroppo, la parola “tu” usata in questo modo, accompagnata da un linguaggio non verbale aggressivo, induce l’altro a chiudersi. Anziché farci ascoltare, predisponiamo il nostro interlocutore a rifiutare le nostre parole. In sostanza, noi vorremmo trasmettere un messaggio, ma lo facciamo con modalità poco efficaci.

Ci comportiamo in modo tale da creare una resistenza nell’altro.

In una coppia, la comunicazione è un pilastro fondamentale.

Questo articolo serve proprio a indicare quali siano gli errori più comuni nella comunicazione di coppia e a dare qualche suggerimento utile per stare in relazione con il proprio partner.

La storia di Mara e Fabio, una coppia qualsiasi

Per farlo, prenderemo come esempio la storia di due pazienti che chiameremo Mara e Fabio. Un giorno, questa coppia viene da me, portando un vissuto molto difficile.

Partiamo col dire che entrambi sono abbastanza giovani, hanno sui 35 anni. Tutti e due sono molto concentrati sulla carriera e sui propri obiettivi personali. Si tratta della classica coppia moderna, che ha superato lo stereotipo classico in cui l’uomo lavora e mantiene la compagna, mentre la donna sta a casa, bada ai figli etc.

Stanno insieme ormai da diversi anni e Mara vorrebbe iniziare una convivenza, coronando questa relazione. Fabio, però, si dimostra restio. È ancora molto legato alle sue amicizie, ai suoi interessi e non sembra disposto a rinunciare alle vecchie abitudini per costruire una famiglia insieme alla sua compagna.

Quello di cui mi accorgo subito è che entrambi sono molto curati nell’aspetto. Sono attenti al vestiario e a come appaiono in pubblico.

Eppure, Mara continua a ripetere di sentirsi sbagliata. Qualsiasi cosa faccia o dica, si sente giudicata. La cosa paradossale è che anche Fabio lamenta lo stesso comportamento da parte di lei. Dice di non sentirsi compreso e accettato. Qualunque cosa faccia è un errore. Se prova a essere empatico con lei, la compagna sostiene che non è vero.

Insomma, un litigio continuo.

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Comunicazione di coppia: Il tu accusatorio e il focus sulle emozioni

Partendo da questa situazione, il primo consiglio che mi sento di dare per la comunicazione di coppia è questo: evitate di usare la parola tu. Nel momento in cui pronunciamo le parole “Tu hai detto…” “Tu hai fatto…”, come puntando un indice accusatorio contro il nostro partner, stiamo chiudendo la comunicazione anziché aprirla.

Questo perché, di fatto, stiamo cercando di applicare un principio di logicità e coerenza all’interno della relazione d’amore. Stiamo cercando di riportare parole e azioni dell’altro alla freddezza della logica. Ci stiamo sposando su un piano completamente razionale, dimenticandoci che, in coppia e nei rapporti personali più in generale, sono le emozioni e i sentimenti a prevalere.

Eppure, basta guardarsi intorno per capire che le relazioni non hanno molto a che vedere con la razionalità della mente, ma con i bisogni del cuore.

Cosa fare allora?

Ebbene, invece di parlare dell’altro, di inchiodarlo alle sue presunte responsabilità e mancanze con quel “tu” che assomiglia a un’arma brandita con violenza, dovremmo provare a spostare la conversazione su quello che proviamo noi.

Concentriamoci su quello che abbiamo visto, sentito e percepito noi in prima persona.

 “Io mi sento così” oppure “Questa cosa che è successa, io l’ho vissuta in questo modo” o ancora “Questa cosa che hai detto, io l’ho interpretata in questo modo qui e mi ha fatto sentire così”.

Calmarsi prima di chiarire

Naturalmente, per mettere in atto questa strategia comunicativa è opportuno che entrambi si calmino e possano parlare in tranquillità. È del tutto inutile cercare di chiarire quando si è preda della rabbia, nel pieno di un litigio in cui ci si rinfaccia di tutto.

Non serve a nulla accusare in modo sterile l’altro, se non forse a sfogare un po’ di frustrazione.

Ma la relazione di certo non ne trae vantaggio, anzi. Si produce soltanto sofferenza a sé e al proprio partner.

È faticoso? Certo. Ma se è vero (e lo è) che la qualità delle relazioni determina la qualità della nostra vita, allora vale la pena impegnarsi perché la coppia funzioni.

Purtroppo, mi sembra di notare che tra le tante materie che ci vengono insegnate a scuola, non ci siano nulla riguardo la comunicazione efficace e come gestire i rapporti interpersonali.

Paul Watzlawick diceva giustamente nel suo primo assioma che è impossibile non comunicare. Il che vuole dire che quando entriamo in contatto con l’altro, anche se stiamo fermi, anche se non diciamo nulla, l’altro interpreta.

Un esercizio per migliorare la comunicazione di coppia

Poiché lo spirito dei miei articoli è aiutare chi li legge e non limitarmi a dare delle spiegazioni teoriche, adesso vedremo insieme un esercizio utile per migliorare la comunicazione in coppia.

Sarà sufficiente prendere carta e penna e concentrarsi qualche minuto per rievocare nella propria mente una situazione o un evento che ha scatenato un litigio con il partner. A questo punto, possiamo descrivere quella situazione, facendo però attenzione a non focalizzarci sulle colpe dell’altro, ma su quello che abbiamo provato, su emozioni e pensieri nostri.

Il partner dovrebbe fare la stessa cosa, per poi arrivare al confronto.

L’unico modo per funzionare una relazione di coppia è la negoziazione. Se ci si impone, agendo con la forza, l’altro probabilmente cederà per amore. Ma non si otterrà nulla.

Anzi, il rischio è quello di allontanarsi dalla verità, vivendo dentro una finzione.

È possibile, infatti, che l’altro – temendo di venire abbandonato – assecondi le richieste del partner, mettendo da parte le proprie emozioni, i propri pensieri, i propri bisogni. Questo, però, genera rabbia, frustrazione e rancore che emergeranno nel prossimo litigio, ancora più violento.

Nella comunicaizone di coppia bisogna evitare un paradosso.

L’obiettivo non è costringere l’altro a cedere, imponendosi con la forza. Piuttosto, se voglio che l’altro mi capisca, devo essere affettuoso, comprensivo, accogliente.

Cialdini ha scritto un bellissimo libro che si chiama Pre-suasione. Il tema cardine è questo: pre-suasione significa che l’atto persuasorio deve avvenire nella cornice cioè nelle condizioni che precedono la persuasione vera e propria. Bisogna creare la giusta condizione, la giusta atmosfera, il giusto modo e poi suggerire il cambiamento desiderato.

Per persuasione non intendiamo un atto coercitivo e prevaricatorio, ma un portare soavemente a sé.

Questo evita di molto le discussioni.

Spesso, però, accade l’opposto. Se io voglio qualcosa dall’altro, ma non lavoro sulle precondizioni, ottengo l’effetto contrario. Bisogna ricordare che se il nostro scopo è suscitare un cambiamento attraverso il confronto e il dialogo con l’altro, dovremo prima creare le condizioni adatte a quel cambiamento.

Manuel Marco Mancini, psicologo Roma Eur