psicologo roma eur manuel marco mancini

Definirsi è sempre difficile.

Potrei dire che è stato il destino a guidarmi nella scelta di fare lo psicologo.

psicologo roma eur manuel marco mancini

Esperienza di vita

Di solito, chi sceglie questo mestiere, ha attraversato molte sofferenze e ne è uscito rafforzato.

Mi sento un po’ come il sopravvissuto a un grande incendio che decide di diventare pompiere ed aiutare gli altri, salvandoli dal fuoco che lui stesso ha già attraversato.

Come diceva Aldo Carotenuto: “Le ferite sono feritoie”. Sono aperture attraverso le quali passa la luce e che ci permettono di guardare il mondo con occhi diversi. Un po’ come quando da bambini giocavamo a mascherarci da fantasmi, facendo due buchi sul lenzuolo all’altezza degli occhi. Il mondo lo vedevamo da lì, ancora oggi, attraverso le nostre ferite.

Quando una persona viene da me a studio, le nostre ferite si incrociano. Ed è bello quando si trova qualcuno che si trova queste feritoie alla stessa altezza. Ci si riconosce nell’altro, ci si sente compresi, meno soli. 

 Il mio studio di psicologo e psicoterapeuta è a Roma, nel quartiere EUR. Vedi i recapiti

LA MIA IDEA DI PSICOLOGIA

Non tutti gli psicologi e psicoterapeuti lavorano nello stesso modo.
Esistono tante teorie e tanti approcci diversi.

 Io credo che il cambiamento sia possibile attraverso un buon percorso psicologico.
Un percorso che può essere allo stesso tempo breve ed efficace.

psicologo roma eur manuel marco mancini

I metodi sono così tanti che, a volte, sembra di parlare di lavori completamente differenti.
Lo scopo è sempre lo stesso: il benessere dell’individuo.

Le strade per raggiungere questo obiettivo sono molte, io ho scelto percorsi brevi ed estremamente efficaci.

Per questo, utilizzo un metodo integrato e applico le strategie della terapia breve strategica secondo il Giorgio Nardone’s model, appreso presso la Scuola di specializzazione in psicoterapia breve strategica di Arezzo, dove ho seguito un Master biennale.

Voglio fare qualcosa per gli altri, in tempi utili. Spesso, infatti, i problemi psicologici che ci pesano addosso si trascinano per anni.

La sofferenza che proviamo avvelena le nostre esistenze. Non riusciamo più a stare con gli altri, a vivere una relazione sana e felice, a godere di quello che abbiamo.

Ci sentiamo vuoti e afflitti. Nulla sembra avere più senso. Il mio intento è quello di restituirti salute e tempo. Il tempo della tua vita.

Un percorso verso il cambiamento

Quando una persona viene nel mio studio di psicologo e psicoterapeuta a Roma Eur, non la etichetto. Col tempo ho notato che i pazienti tendono ad aggrapparsi alla diagnosi. Ho sentito frasi del tipo: “Come posso risolvere il mio problema visto che ho la mia scintillante diagnosi in pugno?”.

L’idea sarebbe quindi quella di dover accettare il problema. Ma soprattutto farlo accettare agli altri che in una certa qual misura dovrebbero compatirci, psicologo compreso.

Ecco che il professionista diventa così complice del problema.

Avere una diagnosi può essere utile, ma non dovrebbe mai essere rimandata al paziente come un fatto conclusivo.

Nella vita, nulla lo è.

Non bisogna diventare complice del paziente e lasciargli dire il più classico dei luoghi comuni: “Sono fatto così, non c’è nulla da fare”. Io credo che il cambiamento sia possibile attraverso un buon percorso psicologico. Un percorso che può essere allo stesso tempo breve ed efficace.

Lavorando insieme, già dalle prime sedute dovresti vedere dei risultati. Quando questi primi effetti si fanno sentire, capiamo di essere sulla strada giusta. Sono il segnale che il percorso sta funzionando e bisogna proseguire.

dicono di me

Recensioni sul dottor Manuel Marco Mancini, psicologo psicoterapeuta Roma EUR
Puoi leggere altre opinioni dei miei pazienti sulla mia pagina Miodottore.it e sulla mia scheda Google

TEMPI BREVI

Dopo molti percorsi, l’ultimo dei quali durato quasi quattro anni, credevo che i miei problemi fossero irrisolvibili e che avrei dovuto imparare a conviverci.
Grazie al dottor Mancini sono arrivata a capire che poteva esserci una speranza e successivamente la risoluzione dei miei problemi, tra l’altro in tempi brevissimi. Straconsigliato
ARIANNA TRANI
da Google recensioni

PUNTO DI RIFERIMENTO

Sono anni che il Dott. Mancini rappresenta per me un punto di riferimento personale e professionale. Mi ha aiutata in momenti cruciali della mia vita, ha permesso la mia rinascita. Non abbiate dubbi, fidatevi di lui e di voi stessi e la vostra vita cambierà in meglio!
BRUNA MELE
da Google recensioni

RISULTATI

Per quanto mi riguarda un ottima persona è molto gentile, ti aiuta e ti fa capire le cose molto velocemente, cose che magari non succede da altre parti come ti fanno fare un percorso di 100 sedute senza magari portare a termine un vero e proprio percorso, davvero molto bravo lo consiglio a chiunque abbia bisogno
ANDREA
da Mio Dottore

ATTESTATI

QUANTO CI VORRÀ

La verità è che non lo sappiamo di preciso.

Il mio approccio, basato su un metodo integrato e sulla terapia breve strategica, prevede la risoluzione del problema nel minor tempo possibile.

Però posso dirti, anzi ribadirti, questo: non voglio diventare complice del tuo problema. Se entro dieci sedute non assistiamo a uno sblocco, il percorso si interrompe.

Questo è il patto che sancisco con me stesso e con te. Il mio obiettivo è aiutarti a recuperare il tuo equilibrio. Darti gli strumenti per riuscire di nuovo a stare bene con te stesso.
Se non ci riesco, non voglio legarti. Significa che ho fallito.

IL METODO

Concentriamoci sul problema

Come ho già detto, quando qualcuno viene da me in terapia, non parto da una diagnosi da manuale. Mi impegno, invece, a capire come funziona il tuo problema e quali soluzioni hai tentato per risolverlo.

Il nostro lavoro non si focalizzerà sulla storia del problema, come avviene all’interno di percorsi di tipo psicoanalitico. Non è detto, infatti, che sapere quali siano le origini del tuo disturbo possa aiutarti ad alleviare la sofferenza che provi.

Piuttosto, ci concentreremo sul problema stesso. 

Le sedute sono strutturate. Già durante il primo colloquio conoscitivo, riceverai degli esercizi semplici, da svolgere tra una seduta di terapia e l’altra. Questi esercizi hanno un duplice scopo:

  • ti aiutano a sbloccarti, lavorando direttamente sul problema
  • sono utili a raccogliere informazioni per la seduta successiva

È un po’ come negli scacchi. Mossa dopo mossa, avendo una visione d’insieme ben delineata, si può arrivare allo scacco matto.

Attraverso gli esercizi, vengono alla luce proprio quelle tentate soluzioni di cui parlavamo poco fa. Molto spesso, sono proprio queste tentate soluzioni ad alimentare il disagio, a sostenerlo, portandolo alle sue estreme conseguenze.

È il caso di quella persona che avendo paura dello sporco, pulisce tutto, sterilizza tutto e arriva al punto che è terrorizzata dalla possibilità che qualcosa si sporchi.

O il caso di quella persona che avendo paura che accada qualcosa di brutto, agisce in modo tale da creare le condizioni perché quell’evento si verifichi realmente. È la cosiddetta profezia che si auto-avvera.

Non va bene. Dobbiamo risolvere il problema

3 FASI

1. Il funzionamento

Una prima fase in cui comprendiamo davvero il funzionamento del problema per capire su quali elementi agire.

2. Le soluzioni

Analisi dei tentativi che non hanno funzionato in passato.

3. Lo sblocco

Consigli ed esercizi necessari allo sblocco del tuo problema.

Si procede così da una seduta all’altra fino alla risoluzione del problema, che molto spesso ha la “forma” di uno o più sintomi.

Come vedi lo scopo di tutto questo non è una maggiore “consapevolezza” del problema, poiché questa non sempre lo risolve, ma ci focalizziamo come un laser sul punto esatto in cui intervenire. Risolviamo

UN ESEMPIO

Una persona ha paura di parlare con il ragazzo o la ragazza di cui è innamorata.

Per paura di essere respinto, si comporta in modo freddo, scostante. Tende a stare sulle sue. Ebbene, questo atteggiamento porta l’altro a sentirsi poco attratto e ad allontanarsi.

Ecco che si verifica esattamente la situazione temuta. Tento di proteggermi dall’abbandono che immagino e mi procuro proprio quell’abbandono.

Invece scopriremo insieme quali sono gli esercizi che porteranno a parlare, con serenità e coraggio.

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DOMANDE FREQUENTI

In questa sezione vorrei rispondere ad alcuni dei dubbi più comuni sul percorso psicologico e sulla psicoterapia.

Se hai domande o dubbi, scrivimi a info@psicologoeur.com

Cambiare è possibile a ogni età, da giovani così come da adulti. La teoria della plasticità neurale, infatti, ci dice che il cervello può apprendere fino al suo ultimo giorno di vita. Per il principio della neuroplasticità, esso è in grado di modificare la sua struttura nel corso del tempo a seguito delle esperienze vissute.

Solitamente, chi sceglie di intraprendere un percorso di terapia di coppia lo fa per uno di questi motivi:

  • recuperare un rapporto che non funziona più

  • chiarirsi le idee rispetto a un rapporto per capire se può andare avanti

  • superare un evento specifico che ha messo a dura prova la fiducia della coppia

Lo scopo della terapia di coppia non è far fare pace alle persone, ma capire se la coppia ha le forze e le risorse per andare avanti. Qualora non fosse possibile, un percorso del genere consente di lasciarsi senza quella scia di rabbia e odio che spesso caratterizza la fine di una relazione.

Se sceglierai di intraprendere un percorso di psicoterapia con me, sarai assolutamente libero di interromperlo quando vorrai.

Il mio metodo prevede dieci sedute all’interno delle quali deve avvenire lo sblocco cioè quella fase in cui il paziente riesce ad avvertire un cambiamento concreto. La durata del percorso dipende dagli obiettivi che ti poni.

Ma già dalle prime dieci sedute, avvertirai un cambiamento. Se questo non avviene, sarò io stesso a lasciarti andare.

I motivi che portano le persone dallo psicologo e dallo psicoterapeuta sono tantissimi. Tuttavia, possiamo dire che la stragrande maggioranza delle persone sceglie di andare da un professionista per risolvere un problema o difficoltà oppure per migliorare qualcosa di sé (empowerment).

Intraprendere un percorso di psicoterapia può servire a superare un disagio e a ritrovare il benessere e la serenità. Ma è anche uno strumento utile al miglioramento personale, a ottenere un cambiamento positivo.

In linea di principio, all’interno della stanza di terapia dovresti sentirti accolto e compreso e il professionista dovrebbe metterti nella condizioni di parlare liberamente, senza timore del giudizio.

Se lo psicologo o lo psicoterapeuta ti fa sentire giudicato, è importante parlarne con lui perché questo potrebbe compromettere la buona riuscita del percorso che state affrontando insieme.

Tutto dipende da quanto una persona si sente limitata rispetto al problema che porta.

Se il tuo è un piccolo problema con cui riesci a coesistere senza grossi turbamenti, portando avanti la tua vita normalmente, allora non hai bisogno di uno psicologo o di uno psicoterapeuta. Qualche volta, però, il problema è così grande da impedire le normali “funzioni” della vita come andare a lavorare, avere relazioni appaganti, stabilire una relazione affettiva.

Se questo è il tuo caso, probabilmente un colloquio psicologico può aiutarti.

Dipende. Ho visto molte persone cambiare la propria vita ridendo. Altre l’hanno cambiata piangendo. Non c’è una regola. Essendo io una persona dotata di una certa ironia, tendo a usare questa grande risorsa che in psicologia viene definita “difesa evoluta”.

Spesso si ha paura di andare dallo psicologo o dallo psicoterapeuta per timore del giudizio.

Altre volte perché si teme di scoprire di essere affetti da una malattia gravissima.

In alcuni casi, il timore che si prova è dovuto a dei percorsi psicologici antecedenti, che si sono rivelati fallimentari e frustranti.

Questo tipo di esperienza potrebbe indurti a non avere più fiducia nella figura dello psicologo o dello psicoterapeuta. Forse sei portato a credere che tutti gli psicologi siano uguali, che “uno vale l’altro”.

In verità, quando si affronta un percorso di psicoterapia, occorre considerare attentamente il riferimento teorico dello psicologo a cui ci si rivolge. In psicologia, infatti, ci sono approcci tanto diversi tra loro che sembrano quasi mestieri diversi.

Forse, l’approccio di cui hai fatto esperienza con il tuo terapeuta precedente non andava bene per te.

Questo, però, non significa che un nuovo percorso, con un altro approccio psicologico, debba andare allo stesso modo.

Personalmente, la prima domanda che ti porrò nel corso del nostro colloquio sarà: “In che modo posso aiutarti?” A cui segue un’altra domanda fondamentale per me: “Da quanto tempo va avanti il problema? Quando è iniziato?”. Un’altra cosa che chiedo durante la prima seduta è questa: “Cosa dovrebbe accadere nella tua vita per farti entrare nel mio studio e dire ‘Grazie, non ho più bisogno di te’”. Fin dal nostro primo incontro, io mi focalizzo sul problema e sui progressi che sono importanti perché tu ti senta in grado di affrontare le sfide della vita.

Lo psicologo non può e non deve prescrivere psicofarmaci. L’uso dello psicofarmaco deve sempre essere attentamente valutato dallo psichiatra, dal neurologo e dal medico di base. Normalmente, si cerca di lavorare in team con queste figure professionali, anche perché in alcun casi lo psicofarmaco non rappresenta una soluzione ma potrebbe enfatizzare il problema.

Sì, le sedute dallo psicologo rientrano tra le spese mediche detraibili. È importante ricordarsi che quando vai dallo psicologo, devi esigere di pagare con la carta o con bonifico tracciabile perché se la fattura emessa viene saldata in contanti, non è possibile detrarre la spesa.

Per scegliere un bravo psicologo, consiglio di valutare per prima cosa le recensioni lasciate dai pazienti e poi fissare un primo colloquio per vedere come vanno le cose. Capirai subito se il professionista che hai davanti fa al caso tuo.

Se non sai come orientarti, ti consiglio di leggere questo articolo in cui spiego più nel dettaglio come trovare il giusto psicologo.

No, nel mio approccio non è previsto, anche se spesso altri psicologi propongono un primo colloquio gratuito. Questa scelta ha una precisa ragione: il nostro lavoro comincia fin dalla prima seduta e lo sblocco deve avvenire entro dieci sedute. Se ciò non avviene, sono io a interrompere il percorso e a invitare il paziente a rivolgersi a un altro professionista. Ma normalmente questo non accade.

Questo dipende molto da come ci si sente più a proprio agio, se con una figura maschile oppure femminile. Ma tra uno psicologo psicoterapeuta uomo e una psicologa psicoterapeuta donna non c’è alcuna differenza sostanziale.

Magari può essere utile per chi ha svolto un percorso durato anni con una figura maschile o femminile, cambiare professionista e rivolgersi a uno del sesso opposto.

È una fortuna che lo psicologo riesca a capirti davvero perché magari tante volte non siamo consapevoli di alcuni problemi. Li raccontiamo a voce ma poi c’è un mondo legato al non verbale, a che è necessario a un bravo psicologo per capire dove condurre il paziente in modo che il percorso abbia una durata contenuta.

La durata del percorso dipende dall’approccio del professionista. Nel mio caso, ci diamo un tempo di dieci sedute nel corso delle quali lavoreremo insieme per arrivare a uno sblocco. Quando questo avviene, l’andamento del percorso varia in base alle esigenze e alle risorse del paziente.

Assolutamente sì. Quando lo incontri per la prima volta, lo psicologo è tenuto a sottoporti e farti firmare un foglio della privacy. Questo documento ti tutela rispetto al contenuto di quella sessione e di quelle successive. Personalmente, io fisso una regola: se dovessi incontrare per caso il paziente fuori dalla stanza di terapia, per strada, non lo saluto io per primo perché magari tante persone in zone all’Eur sanno che lavoro faccio. Ma se quella persona mi saluta, sono ben felice.

Attraverso il consenso informato, il paziente sa come vengono trattati i suoi dati. Inoltre viene a conoscenza del tipo di strumenti che lo psicologo utilizza su di lui. Nel mio caso, io uso esclusivamente il colloquio psicologico. Altri professionisti somministrano batterie di test e questo processo può durare anche molte sedute per la diagnosi. Nel mio caso no, perché il mio intervento si basa su una diagnosi operativa, che è strettamente legata all’intervento.

Sì, la psicoterapia a distanza è consentita e ha la medesima efficacia di quella dal vivo, nello studio dello psicologo-psicoterapeuta.

Se sei interessato a capire come funziona, ti consiglio di leggere questo articolo di approfondimento che ho preparato sul tema della terapia online.

Hai altre domande? Scrivimi e sarò lieto di risponderti e aggiungerle qui per tutti

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PERCHÉ HO SCRITTO UN LIBRO?

Nel 2017, c’è stato un vero boom delle morti di donne, uccise da uomini che dicevano di amarle.
È stata questo a spingermi a scrivere questo libro, dedicato al rapporto tra narcisismo e femminicidio.
È molto difficile che un narcisista decida di fare un percorso psicologico.
Il mio libro quindi è rivolto alle persone che si sentono vittime di partner narcisisti e border line affinché possano trovare un aiuto per comprendere la loro situazione.

Sono stato tra i primi a parlare di Narcisismo e Femminicidio.

La struttura
Per questo, i primi due capitoli sono più tecnici e si rivolgono ai professionisti che hanno bisogno di
approfondire il tema.
Il terzo capitolo e il quarto capitolo, invece, servono come piccolo vademecum. Sono una guida per
riuscire a comprendere se ci si trova all’interno di una relazione tossica.

Leggi gratis un estratto del mio libro dedicato a Narcisismo e Femminicidio

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