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Pensare cose brutte senza volerlo: i pensieri intrusivi

“Dottore, mi aiuti a scacciare via i pensieri!”.

È questa la richiesta che mi arriva da coloro che soffrono a causa dei pensieri intrusivi.

Spesso, si tratta di persone che prima di approdare nel mio studio all’Eur in cerca di un aiuto concreto, si sono rivolte ad altri professionisti. In molti casi, questi pazienti provengono da lunghi percorsi di psicoterapia oppure sono stati indirizzati dal medico di base o dallo psichiatra, che ha suggerito loro di tentare un’altra strada per risolvere questo problema.

Viste queste premesse, vorrei fare chiarezza su questo disturbo che preoccupano molto chi ne viene colpito. Quando si è vittima dei pensieri intrusivi ci si sente come se non si riuscisse più a tenere sotto controllo la propria mente, a gestire quello che ci passa per la testa.

Questo naturalmente causa numerosi problemi, soprattutto in coloro che sono maggiormente soggetti all’ansia e che, di conseguenza, sentono la necessità di avere tutto sotto controllo.

Sentire che il cervello li porta in una direzione che loro non vorrebbero assolutamente seguire li agita molto.

Ma cosa sono i pensieri intrusivi e quali forme prendono?

Vediamolo insieme.

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I pensieri intrusivi sono pensieri che si affacciano alla mente in modo involontario

Pensieri intrusivi, disturbo ossessivo-compulsivo e disturbo post-traumatico da stress: un chiarimento

Prima di tutto vorrei chiarire un punto, spiegando cosa non sono i pensieri intrusivi o pensieri ossessivi.

Spesso, infatti, questo problema viene associato al disturbo ossessivo-compulsivo. Sebbene queste due forme di disagio psicologico possano comparire insieme, tuttavia non bisogna confonderle.

Il disturbo ossessivo compulsivo potrebbe essere definito come il “fratello maggiore” del pensiero indesiderato a carattere intrusivo e si caratterizza per i rituali messi in atto dalla persona che ne soffre allo scopo di mediare l’ansia, di alleviarla.

Tra di essi abbiamo i rituali irrazionali come il lavarsi compulsivamente le mani per paura dei germi oppure il controllare più e più volte la porta, il gas etc. e quelli a carattere magico, sequenze di azioni ripetute per propiziare l’esito positivo di una certa cosa.

Occorre distinguere i pensieri intrusivi di matrice ossessiva anche dal disturbo post-traumatico da stress. Quando si ha un incidente, quando si subisce un trauma, accade spesso di essere tormentati da pensieri ricorrenti, dei flash che ricordano l’evento…

L’intervento per questo disturbo sarà diverso, mirato.



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Generalmente il contenuto di un pensieri intrusivo va in aperto contrasto con valori e credenze personali di chi lo sperimenta
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Cos’è il pensiero intrusivo? Ecco le caratteristiche principali

Il pensiero ossessivo è caratterizzato dall’intrusività cioè dal suo presentarsi all’improvviso, in modo involontario, più e più volte. Sono pensieri o immagini che irrompono nella mente senza una motivazione apparente.

Generalmente, il loro contenuto va in contrasto con le credenze e i valori personali di chi li sperimenta.

Detto molto in sintesi: il pensiero intrusivo è quando penso a qualcosa a cui non voglio assolutamente pensare.

Inseguiti e perseguitati dai pensieri

Quando il pensiero si affaccia alla mente, ecco che comincia quella che chiamo “la danza” del pensiero ossessivo.

Perché ho coniato questa definizione?

Perché quello che accade assomiglia per certi versi a un “balletto”.

Solitamente, infatti, le persone affrontano in due modi diametralmente opposti il problema rappresentato dal pensiero intrusivo.

C’è chi, in preda all’affanno, cerca di scappare da quel pensiero, di allontanarlo, di cacciarlo via. E c’è chi, all’opposto, si fissa sul pensiero, lo insegue, continuando a tornare su di esso, ancora e ancora.

Volendo usare un’immagine metaforica, i entrambi i casi ci troviamo di fronte a un inseguimento.

Nel primo caso, la parte dell’inseguito è recitata dal soggetto perseguitato dai pensieri ossessivi che cerca di fuggirgli in ogni modo.

Nel secondo caso, i ruoli si invertono. Il soggetto si trasforma nell’inseguitore: rincorre il pensiero, lo stana dai suoi nascondigli, nel tentativo di riuscire finalmente a controllarlo.

In entrambi i casi, non si arriva a nulla. Anzi, la tentata soluzione messa in campo è parte integrante del problema che si sta cercando di risolvere.

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Chi soffre di pensieri intrusivi cerca di risolvere il problema in due modi: fuggendo da quei pensieri o tentando di controllarli, senza riuscirci

Quali possono essere i pensieri intrusivi? Alcuni esempi comuni

I pensieri intrusivi più gettonati, che si presentano più spesso, sono quelli legati alla violenza.

Facciamo qualche esempio di pensieri intrusivi violenti.

Magari stai andando a lavoro, sei sulla banchina della metropolitana e all’improvviso nella tua mente si insinua il pensiero che potresti fare del male a te stesso oppure impazzire, perdere completamente il controllo e nuocere a qualcuno, uccidere tuo figlio, colpire tua moglie, provocare un incidente, causare danni a qualcuno.

Altri pensieri intrusivi possono avere un contenuto di natura sessuale e risultare per questo inappropriati, inaccettabili e dolorosi per chi li sperimenta.

O ancora, rientrano in questa categoria anche le preoccupazioni ossessivi riguardo la propria identità o il proprio orientamento sessuale. Spesso mi è capitato di incontrare nel mio studio di psicologo psicoterapeuta all’Eur giovani uomini o giovani donne letteralmente ossessionati dal dubbio patologico rispetto alla propria identità o al proprio orientamento affettivo e sessuale.

Altri pensieri ossessivi che si riscontrano frequentemente sono quelli legati alla paura di contrarre malattie o infezioni. Ci manifesta una viva preoccupazione per i germi, per il contatto, per le possibilità di contaminazione. Si è perseguitati dall’idea di potersi ammalare o che gli altri si ammalino.

Un tema che emerge con evidenza è quello legati al dubbio e al bisogno costante di certezze, di rassicurazioni: preoccupazioni ossessive riguardo l’aver lasciato il gas acceso, le porte e le finestre aperte, gli elettrodomestici in funzione…

C’era un mio paziente che veniva da me che ogni volta che scendeva dall’auto e si allontanava, doveva tornare indietro a controllare se avesse inserito l’antifurto.

Ancora, pensieri relativi alla perdita o al danno come la paura irrazionale di perdere le persone care, ansie riguardo possibili eventi catastrofici…

Poi ci sono anche i pensieri ossessivi a carattere blasfemo o sacrilego, pensieri che sfidano o insultano le convinzione religiose o morali. Preoccupazioni riguardo il commettere atti considerati sacrileghi. Mi è capitato di accogliere un avvocato molto importante nel suo ambiente, un uomo solido, rispettato… che però era preoccupato di poter essere posseduto dal demonio.

Quindi non parliamo di persone che non hanno capacità intellettive, anzi tutt’altro. Spesso, coloro che soffrono di pensieri ossessivi e intrusivi sono persone molto intelligenti, preparate, che hanno studiato e si sono formato.

Ed è proprio questo che le fa molto soffrire, gettandole nella prostrazione.

Perché a livello razionale si rendono perfettamente conto che quei pensieri sono sciocchi, senza alcun significato, ma a livello emotivo non possono fare a meno di sentirsi così e di fare quei pensieri.

Nel mio approccio, l’ossessione viene anche chiamata “la perversione dell’intelligenza” proprio a voler sottolineare il fatto che i soggetti che ne sono affetti sono tra i più intelligenti.

Ora, tutti questi pensieri che potrebbero far sorridere un lettore comune, per chi li sperimenta sono problemi assolutamente reali.

Ma si può risolverli, si può uscirne.

dicono di me

Recensioni sul dottor Manuel Marco Mancini, psicologo psicoterapeuta Roma EUR e online
Puoi leggere altre opinioni dei miei pazienti sulla mia pagina Miodottore.it e sulla mia scheda Google

TEMPI BREVI

Dopo molti percorsi, l’ultimo dei quali durato quasi quattro anni, credevo che i miei problemi fossero irrisolvibili e che avrei dovuto imparare a conviverci.
Grazie al dottor Mancini sono arrivata a capire che poteva esserci una speranza e successivamente la risoluzione dei miei problemi, tra l’altro in tempi brevissimi. Straconsigliato
ARIANNA TRANI
da Google recensioni

PUNTO DI RIFERIMENTO

Sono anni che il Dott. Mancini rappresenta per me un punto di riferimento personale e professionale. Mi ha aiutata in momenti cruciali della mia vita, ha permesso la mia rinascita. Non abbiate dubbi, fidatevi di lui e di voi stessi e la vostra vita cambierà in meglio!
BRUNA MELE
da Google recensioni

RISULTATI

Per quanto mi riguarda un ottima persona è molto gentile, ti aiuta e ti fa capire le cose molto velocemente, cose che magari non succede da altre parti come ti fanno fare un percorso di 100 sedute senza magari portare a termine un vero e proprio percorso, davvero molto bravo lo consiglio a chiunque abbia bisogno
ANDREA
da Mio Dottore

Perché vengono i pensieri intrusivi?

Se ti è capitato di avere a che fare con questi pensieri ossessivi che si intrufolano nella tua mente contro la tua volontà, probabilmente ti starai chiedendo da cosa abbia origine.

Perché pensiamo a cose che non vorremmo neanche sfiorare col pensiero?

Diciamo che i pensieri intrusivi rappresentano uno di quei problemi psicologici di cui si cerca di studiare il funzionamento piuttosto che le cause soggiacenti, la loro origine.

È più utile comprendere quale sia la dinamica, quale sia il meccanismo che li fa funzionare piuttosto che da dove provengano.

Capire l’origine, infatti, non significa risolvere il problema.

Esistono diverse teorie riguardo le cause alla base dei pensieri intrusivi. Secondo alcuni, i pensieri intrusivi sono strettamente legati con una personalità ossessiva, che potrebbe avere a che fare con un certo tipo di copione familiare: quando il soggetto era bambino, in modo o nell’altro i suoi genitori gli hanno trasmesso il messaggio che poteva essere amato solo ed esclusivamente se avesse fatto bene alcune cose.

Per intenderci, sarebbe stato amato se si fosse comportato da “bravo figliolo”.

Si tratta di persone che crescono all’interno di un ambiente in cui sviluppano la convinzione di non poter essere amate così come sono. Devono fare bene, in modo perfetto, secondo le aspettative di chi hanno intorno, per meritarsi quell’affetto.

Proprio per questo, noi clinici parliamo dei pensieri intrusivi come di “malattia dell’intelligenza”.

Perché chi ne soffre è solitamente un perfezionista, abituato a fare tutto bene, che ha delle ottime performance. Difficilmente troveremo una persona affetta da pensieri intrusivi di matrice ossessiva tra coloro che non sono dotati di alte capacità intellettive.

Inoltre occorre aggiungere che i pensieri intrusivi possono manifestarsi come sintomo di altri disturbi come il disturbo post-traumatico da stress oppure il disturbo ossessivo-compulsivo e anche di alcuni disturbi alimentari.

Come gestire i pensieri che ti tormentano

All’interno di un percorso di terapia è possibile lavorare sui pensieri intrusivi, utilizzando strumenti assolutamente validi ed efficaci per affrontare il problema e risolverlo.

Potrei fare diversi esempi tratti dalla mia esperienza di professionista psicologo.

Tra i casi che ho trattato c’è quello di una ragazza, che in questa sede (per tutela della sua privacy) chiamerò Ester. Si trattava di una giovane studentessa di Medicina, una ragazza molto intelligente, affetta dal dubbio costante di essere in una sorta di realtà alternativa.

Che significa?

Mi spiego meglio. Era come se si domandasse costantemente se quello che viveva era reale oppure frutto della sua immaginazione. Era andata dallo psichiatra, aveva intrapreso diversi percorsi, senza riuscire però a ottenerne un beneficio.

Quando è venuta da me, era molto provata da questa situazione.

Una prima cosa da capire è che il contenuto dei pensieri ossessivi – a mio parere e secondo il mio approccio – è del tutto irrilevante ai fini del percorso e della guarigione.

Si può parlare di paura di essere blasfemi, delle malattie, dell’identità di genere…

Il contenuto dei pensieri intrusivi è irrilevante.

Il pensiero ossessivo, infatti, è caratterizzato dal fatto di essere bizzarro e di essere indesiderato.

Una domanda che pongo ai miei pazienti quando mi presentano un problema di questo tipo è:

tutti i dubbi che hai, hanno la forma di dubbio o di certezza?

Perché nel primo caso, ci stiamo occupando di pensieri intrusivi che possono essere contrastati efficacemente con gli strumenti messi a disposizione dalla terapia.

Viceversa, nel secondo caso, ci troviamo di fronte a qualcosa di più grave.

C’è una profonda differenza tra il caso di una persona viene di me e mi dice: “Dottore, ho paura di essere posseduto dal demonio” e quello di una che invece afferma con assoluta certezza: “Dottore, io sono posseduto dal demonio”.

Non c’è bisogno di uno psichiatra per rendersene conto.

Quindi, se il pensiero che mi perseguita costantemente ha la forma del dubbio, io sto avendo a che fare con pensieri intrusivi di matrice ossessiva.

Pertanto possiamo lavorarci su attraverso l’approccio che applico con i miei pazienti.

Anche nel caso del disturbo ossessivo-compulsivo esistono validi strumenti di intervento da proporre al paziente. Ma chiaramente è un percorso che ha bisogno di essere affrontato con un diverso approccio: non si può usare lo stesso approccio per tutto perché sarebbe inefficace e improduttivo.



Riassumendo, quello che è veramente importante è porsi questa domanda: la mia preoccupazione ha la forma del dubbio o della certezza?

Nel primo caso, parliamo di pensieri intrusivi di matrice ossessiva.

Nel secondo caso, si tratta d’altro come per esempio di disturbo paranoico e quindi il percorso sarebbe molto diverso.

Fatte queste considerazioni, è evidente come per poter agire in modo efficace sia fondamentale comprendere la natura del disturbo e l’origine dei pensieri in modo da poter proporre al paziente il percorso più indicato.

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