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Ti sei mai sentita più a tuo agio da sola che in mezzo alla gente?
Hai mai pensato cose del tipo “Mi sento bene solo quando non devo parlare con nessuno?”
Oppure ti capita di sentirti agitato o persino terrorizzato al solo pensiero di dover parlare con qualcuno?
Allora, continua a leggere perché questo articolo potrebbe interessarti.
Viviamo in un mondo in cui sembra che più socializzi e più sei bravo, bello e stai meglio.
Sorridi, parla, fatti notare: il messaggio, esplicito o implicito, è questo.
In un mondo che ci manda questo genere di segnali, il bisogno di solitudine può essere frainteso o giudicato.
Ma stare bene da soli non è per forza un problema.
È importante però capire cosa c’è dietro questo bisogno.
Introversione? Disagio sociale? Depressione?
Oppure un semplice bisogno di silenzio, una pausa da tutto il rumore di sottofondo?
“Mi piace la solitudine o non riesco a relazionarmi?” Come distinguere tra introversione e difficoltà relazionali
“Mi piace la solitudine o non riesco a relazionarmi?”
Per rispondere a questa domanda, dobbiamo evidenziare le caratteristiche e soprattutto le differenze tra introversione e difficoltà relazionali.
L’introverso non evita le persone in assoluto.
Piuttosto, le sceglie con cura, selezionando quelli con cui vale la pena trascorrere del tempo.
Preferisce, in sostanza, la profondità di una relazione vera e unica ai like e ai follower, per capirci.
L’introverso, dunque, stringe e mantiene delle relazioni, seppur poche.
Chi, invece, fa fatica a relazionarsi non ha scelta. Non sceglie, perché la sua tentata soluzione è quella di proteggersi.
Il problema non è la compagnia, ma il disagio che si prova con essa.
Come posso capire se sono di fronte a un problema o se è semplicemente il mio carattere?
È una domanda che mi viene posta spesso dai pazienti che arrivano nel mio studio di psicoterapia.
Beh, considera questo.
Se stare con gli altri ti svuota, prosciugando le tue energie, ma riesci comunque a godere di alcuni rapporti concreti, che ti rigenerano, ti danno energia e nutrimento, allora è più giusto parlare di INTROVERSIONE.
Invece, se eviti sistematicamente qualsiasi contatto o interazione con gli altri per paura di essere inadeguati, per timore del giudizio che potrebbero darci, allora siamo nell’ambito della DIFFICOLTA’ RELAZIONALI.
Non significa che non ti piacciono le persone.
È che proprio di fanno paura.
O perché ti fanno sentire sbagliato o perché ti senti tu sbagliato.
Questa non è una sottigliezza, quindi è bene fare dei distinguo.
Perché ho sempre voglia di stare da solo? Cause comuni dell’isolamento sociale
Dunque, perché hai sempre voglia di stare da solo o da sola?
L’isolamento prolungato può avere radici differenti per ciascuno di noi:
- esperienze di rifiuto o bullismo
- disturbi d’ansia
- bassa autostima
- stanchezza emotiva o burnout sociale
- traumi relazionali
Chi ha vissuto esperienze di rifiuto oppure è stato vittima di bullismo, purtroppo associa in modo automatico la socialità al dolore. Vede cioè gli altri come una potenziale fonte di sofferenza e, per questo, tende a sfuggirli.
Ma anche i disturbi d’ansia possono determinare una tendenza all’isolamento.
L’interazione con l’altro scatena un’allerta costante, al punto tale che io non vedo più l’altro, ma vedo soltanto me in relazione all’altro.
Ma su questo mi soffermerò più avanti.
C’è poi la bassa autostima, che ci fa sentire inferiori e quindi fuori posto, di troppo in ogni contesto, spingendoci a sottrarci al confronto con gli altri perché sentiamo che ne usciremmo perdenti.
La stanchezza emotiva o burnout sociale, invece, è tipico di chi dà troppo e riceve poco.
Alla base di difficoltà relazionali che conducono all’isolamento, spesso, troviamo anche i traumi relazionali, che ci fanno vedere l’altro come una potenziale minaccia.
Per dirla in una frase: l’isolamento spesso nasce come una soluzione e finisce per diventare il problema.
Perché tanto più mi proteggo alzando un muro, tanto più gli altri non riescono a raggiungermi.
E così finisco per essere costantemente solo.
Difficoltà relazionali e isolamento sociale. Sintomi e segnali da non sottovalutare
A questo punto forse ti stai chiedendo quali sono i sintomi da non sottovalutare mai.
Allora, chiariamoci:
se tendi a isolarti e a non partecipare alla socialità, non è detto che tu sia depresso.
È importante però capire qual è il tuo temperamento di base e se è cambiato nell’ultimo periodo.
Se, infatti, prima eri magari più socievole, aperto, disposto al contatto con gli altri e ora, all’improvviso, ti senti in difficoltà, questo è un chiaro campanello d’allarme.
Altro segnale da non trascurare è l’anedonia cioè l’assenza di piacere per cose che prima, invece, ti facevano stare bene.
Uscire con gli amici, chiacchierare, ascoltare musica, praticare uno sport o semplicemente guardare una serie: se tutto questo ha smesso di interessarti e ti lascia indifferente, fai attenzione.
Eviti anche le persone che sai che ti vogliono bene?
Ti senti spesso vuoto e inutile?
Non immagini un futuro in compagnia di qualcuno?
Se hai risposto sì a queste domande, allora è bene non considerare la questione come un mero fatto caratteriale.
È il momento di fermarsi, fare un bel respiro e ascoltare per capire cosa ti sta dicendo il tuo corpo.
Forse c’è un problema.
Qual è il rischio, se sottovaluti i segnali?
Il rischio è quello di normalizzare la solitudine come un modo di essere quando in realtà è un campanello d’allarme.
Sicuramente ti sarà capitato di sentir parlare degli hikikomori.
Spesso si fa una gran confusione tra questa condizione e la depressione.
Quello dell’hikikomori è un ritiro sociale estremo e persistente, tipicamente associato ai giovani che smettono proprio di uscire di casa, di studiare, di lavorare e persino di interagire con il mondo esterno.
Spesso questo atteggiamento ha anche il carattere di una protesta sociale.
La differenza principale con la depressione è che non è detto che l’hikikomori abbia un umore depresso, perché magari dentro casa è particolarmente felice.
In lui (o lei) il desiderio di vivere esiste, ma è rivolto fuori dal contatto sociale, non lo prevede nell’equazione. Spesso c’è una forte lucidità, persino un interesse per il mondo, anche se da dietro uno schermo.
Nella depressione, invece, è il desiderio stesso che viene a mancare, in qualunque forma.
Tipico del depresso è stare chiuso in una stanza buia, da solo, a letto, senza voglia di fare nulla.
Strategie per affrontare le difficoltà relazionali
Che consigli posso dare da terapeuta in questo contesto?
Se il problema non è voler stare da soli, ma non riuscire a stare con gli altri, allora occorre fare un po’ di allenamento.
Un buon punto di partenza è cercare di esporsi, anche un minimo. Inizia con interazioni magari brevi, con persone che ti rassicurano, senza troppe aspettative.
Ma per migliorare è bene anche cercare di capire cosa si muove dentro di noi, qual è il nostro dialogo interno.
Cosa ti dici quando sei con gli altri?
Sei più preoccupato di non andar bene, di fare figuracce, di non essere all’altezza?
Oppure temi che l’altro ti giudichi?
Un altro piccolo consiglio è sperimentare anche contesti diversi.
Cerca di uscire dalla comfort zone e vedi come va.
Ma soprattutto, ricordati di notare (e scriverti) come ti senti in queste situazioni, quali sono le emozioni e i pensieri che hai quando sei esposto, in modo tale da poterli condividere con un professionista che ti può aiutare e indirizzare.
In conclusione:
Non è sbagliato stare da soli, ma è pericoloso non capirne il motivo.
La solitudine può essere casa o prigione.
Capire da dove nasce, se davvero lo vogliamo, è il primo passo per scegliere chi vogliamo essere. A volte non serve cambiare la personalità, serve soltanto smettere di combattere con essa.
Se questo articolo ti è piaciuto o ti ha fatto riflettere, fammelo sapere.
Se non sai da dove cominciare, sappi che il primo passo è proprio cominciare a parlarne, scrivere e riflettere sul proprio mondo interiore.
E soprattutto rispondere alla domanda: perché mi sento così?
L’importante è non restare nel silenzio, soprattutto quando dentro c’è questa domanda che urla:
perché mi sento così?



