dr. Manuel Marco Mancini

Psicologo Clinico

Psycoffee #2 Le dipendenze affettive

 

Come promesso oggi parliamo delle love addiction, ovvero le dipendenze affettive, argomento assolutamente attuale rispetto ai tempi moderni.

Ti sarà sicuramente capitato di sentire discorsi del tipo: “Lui si comporta male, lui mi tratta male, lui è abusante ma io non riesco a lasciarlo”.

Faccio un discorso al femminile e al maschile, distinguendo tra una figura dipendente (donna) e una figura abusante (uomo) perché questo spazio è piuttosto ridotto e perché, nella stragrande maggioranza dei casi, questo è proprio quel che succede.

Abbiamo una figura molto solare, amichevole, socievole e lui che è l’opposto e che le impedisce di esprimere questa estrosità, chiamiamola così. Sicuramente ti sarà capitato di sentire discorsi di questo tipo o forse potrebbe essere proprio il tuo caso, quello di trovarti nella situazione di voler lasciare il tuo partner ma non ci riesci in alcun modo e questo ti causa frustrazione e molto dolore.

Come si forma una personalità dipendente?

Spesso le persone con struttura di personalità dipendente crescono in famiglie dove il padre è stato autoritario, una figura maschile che ha imposto la sua volontà e le sue decisioni e la dipendente per essere accettata, ha sempre dovuto assecondare e non decidere a sua volta. Per lei è del tutto naturale che sia questa figura maschile autoritaria a prendere il sopravvento.

Allo stesso tempo, all’interno di questi nuclei familiari in cui la dipendente cresce è impossibile esprimere alcuni sentimenti. Vi sarà capitato di vedere famiglie in cui alcuni sentimenti non possono essere manifestati. Sentimenti come la tristezza o la rabbia, per esempio. “Non ti puoi arrabbiare, non puoi essere triste, devi sempre essere sorridente”. Non c’è stata una risposta empatica rispetto al bisogno di esprimere un’emozione. Magari c’era tutto il resto, i bei vestiti, le comodità, le agiatezze ma non c’era qualcosa di fondamentale: la possibilità di esprimere le proprie emozioni in maniera libera.

Questo dalla parte della dipendente, che più comunemente è una donna.

Ma questa, ve lo ripeto è una generalizzazione. Potremmo anche trovarci di fronte a un dipendente uomo.

Le dipendenze affettive: la personalità del narcisista

Dall’altra parte troviamo il narcisista. Chi è il narcisista? Questo meriterebbe un video a parte e credo che lo farò. Per dare un’idea generale, il narcisista è colui il quale ha dentro di sé una ferita profonda, molto invalidante, che – anche se non lo ammetterà mai, nemmeno sotto tortura –  lo fa sentire inadeguato, incapace, piccolo. Questa realtà intima e profonda deve essere negata. Come? Attraverso la creazione di una facciata, di una personalità che rappresenti l’esatto opposto. Forza, aggressività, non guardare in faccia nessuno etc.

Normalmente, il discorso del narcisismo è estremamente complesso. Pensate che lo psichiatra Otto Kenberg parla di narcisismo maligno, avvicinandolo alle psicosi, stiamo parlando di qualcosa di estremamente grave nella sua forma patologica. Esiste anche un narcisismo sano, ma questo è un altro discorso.

La dipendente e il narcisista: una coppia a incastro

Prendiamo queste due figure. Da un lato, la dipendente che è cresciuta abituata al padre che imponeva la sua volontà e dall’altro lato il narcisista che ha la necessità di recitare il ruolo del salvatore autoritario, che decide sempre lui. Va da sé, che queste due figure si incastrano perfettamente, si crea un ecosistema che si alimenta grazie all’interazione tra le loro due personalità.

Lei ha bisogno di una figura autoritaria, lui ha bisogno di comandare su qualcuno che lo veda come autorità.

Quest’incastro, di conseguenza, è molto difficile da sciogliere.

Come interrompere una relazione di dipendenza affettiva?

Spesso mi si chiede com’è possibile spezzare questa catena. Bisogna ben comprendere le origini di una struttura dipendente e capire quali sono le risorse che la persona ha a disposizione. Non è un percorso semplice, anzi è piuttosto doloroso, soprattutto nei casi in cui la donna è stata vittima di un narcisista patologico.

 Queste persone sono in grado di mentire, di essere abusanti con le parole ma anche dal punto di vista fisico e, soprattutto, possono avere reazioni molto violente. La necessità del narcisista è quella di essere visto come perfetto. Quando la dipendente si accorge che le cose non vanno e si ribella, l’altro non glielo lascia fare perché per il narcisista la dipendente è uno specchio attraverso il quale vedersi onnipotente.  Quando lo specchio non rimanda l’immagine che il narcisista si aspetta, c’è la cosiddetta ferita narcisistica, studiata da Freud e altri, che porta il narcisista ad avere una reazione anche violenta.

Il primo passo per uscirne è capire se si è vittima di una relazione di questo tipo. Come si fa? Il metodo più rapido, che mi sento di suggerirti, è sentire la propria pancia. Se io sono sempre stata una persona solare, felice, ben disposta verso gli altri, estroversa e mi ritrovo priva di volontà e di forze, sto avendo a che fare con una persona capace di svuotarmi.

Perché è importante spezzare questa catena?

Perché anche qualora si riesce a interrompere la relazione e a lasciare il narcisista patologico, se non si comprende il meccanismo sottostante alla dipendenza affettiva, si ritornerà a stare con un uomo abusante, esattamente nella stessa identica maniera.

Spero di essere stato chiaro, a breve farò anche una diretta per parlare della dipendenza affettiva e scambiarci qualche pensiero. Io vi auguro una buona giornata, finalmente mi bevo il mio caffè!

A presto,

MMM

condividi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email