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“Sono dipendente dalla mia migliore amica”. Dipendenza affettiva non romantica

Amicizia profonda o dipendenza affettiva? Non dipendiamo soltanto dal partner

Come psicologo psicoterapeuta, mi capita spesso di incontrare persone dipendenti.

Si tratta spesso di persone che soffrono di dipendenza affettiva rispetto a un partner. Ma molti manifestano forme di dipendenza da un genitore o anche da un amico o amica.

Ai giorni nostri si parla tanto di amori malati.

Ma non si dice che anche altri tipi di rapporti, come quelli di amicizia, possono essere tossici.

Volendo dare una definizione di dipendenza affettiva in amicizia, potremmo definirla come una forma di attaccamento molto emotivo ed intenso nei confronti di un amico o amica, squilibrato perché la persona fa affidamento eccessivo sull’altro per la propria sicurezza, autostima e felicità.

È come se la presenza dell’amico diventasse essenziale per il proprio benessere.

Perché è un problema importante?

Perché avere l’esigenza di affidarsi sempre a qualcun altro limita la tua crescita personale e può portare a dinamiche tossiche, malsane.

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Segnali della dipendenza affettiva in amicizia: come riconoscerla

Se stai leggendo questo articolo, immagino che tu abbia bisogno di capire se soffri di dipendenza affettiva da quell’amico o amica a cui sei tanto legata

oppure che hai il dubbio che qualcuno vicino a te possa aver sviluppato questo tipo di dipendenza.

Per aiutarti, posso darti alcuni indicatori a cui prestare attenzione, che potrebbero segnalare la presenza di questa problematica.

Naturalmente, non farò un quadro esaustivo, da manuale diagnostico dedicato agli addetti ai lavori.

Questo articolo, come gli altri presenti nel mio blog di psicologia, ha uno scopo divulgativo. La mia intenzione è quella di fornirti informazioni e strumenti utili in modo semplice, senza troppi giri di parole o tecnicismi che rischiano soltanto di confonderti le idee anziché darti una visione chiara della situazione.

Alcuni segnali tipici della dipendenza affettiva in amicizia sono:

  • l’ansia eccessiva quando l’amico o amica non è disponibile. Per esempio quando ti agiti se lui o lei non risponde ai tuoi messaggi.

Mi viene in mente il caso di Caterina (nome di fantasia), una ragazza che ho seguito in terapia. Lei viveva con il cellulare in mano H24. Scriveva continuamente alla sua migliore amica e se lei non rispondeva nell’immediato, entrava in un vero e proprio stato di ansia. Così teneva sempre il cellulare a portata per poterlo controllare.

E poi immaginava sempre che l’amica l’avesse abbandonata.

Allora si innescava questo circolo vizioso.

Più tempo passava tra un messaggio e l’altro, e più Caterina si sentiva abbandonata. E più questo senso di abbandono si faceva pesante, più lei sentiva crescere l’ansia.

Per scoprire poi, come spesso accadeva, che magari l’amica era andata dal parrucchiere, l’appuntamento si era protratto più del previsto e lei non aveva il cellulare con sé.

  • Essere disposti a fare sacrifici, anche esagerati, per mantenere in piedi la relazione, anche a discapito del proprio benessere. Questo “sintomo” è tipico della dipendenza affettiva in generale, ma si ritrova anche in questa forma.

Faccio un esempio tratto sempre dal caso di Caterina.

Se Caterina desiderava andare al centro commerciale, preferiva non dirlo e aspettare che fosse l’altra a proporre cosa fare e dove andare. Così si ritrovava sempre dove voleva l’altra. Non voleva contraddirla, cercava sempre di soddisfare i suoi desideri, mettendo da parte i propri, perché temeva che deludendola l’avrebbe persa.

  • Sensazione di vuoto o inutilità se non c’è questa persona.

Come ho sottolineato, al di sotto dell’affetto c’è sempre questo drammatico terrore di perdere l’amicizia e di essere abbandonati.

  • Gelosia eccessiva nei confronti delle altre amicizie di questa persona.
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Cause della dipendenza affettiva in amicizia

Le cause della dipendenza affettiva in amicizia sono simili a quelle della dipendenza affettiva così come si manifesta nelle relazioni amorose o in quelle con i propri genitori.

All’origine troviamo sempre la famiglia, l’ambiente dove avvengono le nostre prime esperienze emotive.

È in seno alla famiglia che apprendiamo come entrare in relazione con l’altro e come amare.

L’altro, in questo contesto, sono i genitori.

Purtroppo, può capitare – più spesso di quanto non si creda – che i genitori non siano disponibili per i figli.

Non parlo tanto di disponibilità fisica, quanto di disponibilità emotiva.

Magari un padre (o una madre) si impegna a darci tutto, a soddisfare ogni nostro bisogno materiale: ci regala i giocattoli più belli quando siamo piccoli, si preoccupa che seguiamo un percorso di studi di alto livello, che facciamo sport, che troviamo un buon lavoro…

ma a livello emotivo è assente, non riesce a sintonizzarsi con noi, a rispondere in modo empatico ai nostri bisogni.

Questa dinamica può portare a cercare un attaccamento eccessivo nelle amicizie.

Altro fattore che predispone allo sviluppo di una dipendenza affettiva in questo senso, è la bassa autostima.

Avere una bassa autostima significa non avere fiducia nelle proprie capacità e quindi credere di non essere in grado di affrontare la vita senza il supporto di qualcun altro.

Ci sono poi i traumi, le esperienze di abbandono, perdita e rifiuto, che possono generare in noi la paura di rimanere soli.

Il paradosso che si innesca è proprio questo: più si vive nel timore di essere abbandonati, più ci si comporta in modo da creare le condizioni perché l’abbandono avvenga davvero.

Perché?

Quella paura spinge la persona che soffre di dipendenza affettiva a cercare in modo ossessivo l’attenzione dell’amica o amico, che non sempre può essere disponibile e presente.

Ma nel momento in cui la dipendente affettiva non riceve la rassicurazione di cui ha bisogno, va incontro a sbalzi d’umore repentini, che non sono tollerabili a lungo.

Chi sopporterebbe di essere aggredito verbalmente da un’ amica, soltanto perché si è dimenticato di rispondere a un messaggio o perché non poteva uscire con lei?

Un comportamento del genere, reiterato più volte, non fa che allontanare la persona, che per proteggersi deve staccarsi, anche per il bene dell’amico che soffre di dipendenza.

Differenza tra dipendenza affettiva e una sana amicizia: come mantenere un rapporto equilibrato

A questo punto, magari, ti starai chiedendo quale sia la differenza tra una dipendenza affettiva e un’amicizia sana.

L’amicizia è sana quando c’è una reciprocità di supporto e affetto, senza un attaccamento eccessivo e senza troppe gelosie.

Entrambi si sentono liberi di esprimere la propria individualità e non hanno paura di affrontare la vita, anche senza la costante presenza dell’altro.

La dipendenza affettiva in amicizia, invece, è caratterizzata da uno squilibrio emotivo, nel senso che una delle due parti in causa si sente sempre più necessaria dell’altra.

L’importanza dell’autonomia emotiva nelle relazioni d’amicizia

Le due parole chiave da tenere a mente quando parliamo di vera amicizia sono due: autonomia e reciprocità.

Autonomia emotiva significa saper godere della compagnia di un amico o amica, senza dipendere da lui o lei per sentirti completo.

Ciò implica imparare a coltivare sé stessi, dedicandosi a passioni e interessi personali, e sviluppare la capacità di affrontare le difficoltà da soli, rafforzando così la propria autostima.

Della reciprocità abbia già parlato.

È l’esatto contrario della parzialità, cioè di un rapporto che funziona a senso unico, in cui non avviene uno scambio.

Come liberarsi dalla dipendenza affettiva in amicizia

Nello spirito consueto dei miei articoli, che hanno lo scopo di aiutarti a prendere coscienza di un problema prima di poterlo affrontare, ti invito a prendere carta e penna.

Domandati come sono le tue relazioni di amicizia, alla luce di quello di cui abbiamo appena parlato.

Ti sembra di non riuscire a mantenere una tua autonomia?

Hai l’impressione di cercare sempre l’approvazione del tuo amico o della tua amica?

Rispondere a questi quesiti ti aiuterà a fare chiarezza.

Il passo successivo, se pensi di soffrire di una dipendenza affettiva, è quello di rivolgerti a un professionista che possa aiutarti a superare le tue difficoltà.

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