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“Lo stress mi sta uccidendo”. Le conseguenze dello stress sulla salute

Per farti capire quali sono gli effetti dello stress sulla salute, vorrei parlarti di un paziente con cui ho svolto un percorso di psicoterapia poco tempo fa.

Per tutelare la sua privacy, lo chiameremo Marco (nome di fantasia).

Marco è un giovane professionista di successo, che si dedica con grande impegno al proprio lavoro.

Ogni mattina, come molti di noi, si alza con una lista infinita di cose da fare e decisioni da prendere, chiamate a cui rispondere, riunioni, meeting con i clienti etc. etc.

La classica routine di un professionista, insomma.

Quando arriva nel mio studio di psicoterapia a Roma Eur, mi racconta che un giorno, mentre era preso dai suoi mille impegni, ha avvertito un dolore al petto.

All’inizio, non gli aveva dato troppo peso, attribuendo il disagio che avvertiva alla stanchezza accumulata. Tuttavia, sentiva che dentro di lui c’era qualcosa di diverso dal solito, aveva l’impressione che ci fosse qualcosa che non andava.

Quell’episodio era soltanto l’inizio della sua battaglia contro lo stress, di cui ti parlerò tra poco.

Prima vorrei spiegarti cos’è davvero lo stress e qual è la sua funzione.


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Qual è il valore dello stress? A cosa serve?

    Primo concetto fondamentale, che può forse apparire controintuitivo:

    lo stress non è necessariamente un nemico.

    In un’epoca in cui si sente sempre più parlare di quanto lo stress faccia male, occorre a parer mio evitare di fare “falsa informazione” e divulgare notizie che non corrispondono alla realtà.

    In effetti, lo stress di per sé ha un valore evolutivo fondamentale.

    Perché?

    Perché in situazioni di pericolo, il nostro corpo risponde attraverso la cosiddetta risposta attacco-fuga o di freezing, meccanismi che ci preparano a lottare o scappare, sfuggendo alla minaccia imminente.

    Pensiamo, per esempio, alla situazione in cui un animale si trova troppo vicino a un predatore. Quando ciò accade, l’unico modo per scampare a morte certa è proprio il freezing, cioè rimanere completamente immobile, nascosto, in modo tale che il pericolo si allontani.

    Per certi versi, dunque, lo stress ci salva la vita, perché sollecita la nostra reazione immediata.

    Stiamo parlando di stress acuto, uno stress che ci ha permesso di sopravvivere nel corso dei millenni poiché ha l’effetto di migliorare le nostre prestazioni fisiche e mentali, favorendo l’attenzione e la concentrazione così da permetterci di essere pronti e vigili.

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    Differenza tra stress acuto e stress cronico

      Ma allora perché diciamo che lo stress ci fa ammalare?

      Com’è possibile che questo meccanismo atavico che ha permesso all’homo sapiens di sottrarsi a predatori e pericoli, oggi sia considerato il “male del secolo”?

      Dobbiamo fare una distinzione tra stress acuto e stress cronico, tra uno stress “buono” e uno stress “cattivo”.

      Quando lo stress persiste, diventando una presenza costante nella nostra vita, senza abbandonarci mai, ecco che parliamo di uno stress cronico, che ci logora e ci fa stare male.

      Quando lo stress diventa un problema?

        Come si manifesta lo stress cronico?

        Lo stress cronico si manifesta quando siamo costantemente esposti a fattori stressanti ed estenuanti senza possibilità di recupero.

        A differenza dello stress acuto, che è temporaneo e si risolve rapidamente poiché è circoscritto all’evento/situazione/pericolo che lo ha causato, lo stress cronico è continuo e può addirittura protrarsi per settimane, mesi e talvolta persino per anni.

        Stress e malattie. In che modo uno stress prolungato fa male al corpo e alla mente

          Studi e ricerche hanno dimostrato che esiste una precisa correlazione tra stress cronico e malattie di vario genere.

          Qui non intendo fare allarmismo, ma confermare quanto messo in luce dalle evidenze scientifiche.

          Il nostro corpo, infatti, non è progettato per sopportare una continua reazione di stress. Essere esposti troppo a lungo a fattori stressogeni senza poter scaricare la tensione accumulata causa scompensi e problemi di salute, sia fisici che mentali.

          Dal punto di vista fisico, il sovraccarico determinato da uno stress cronico può comportare la comparsa di malattie a carico del sistema cardiovascolare. Alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), a lungo andare, possono comportare l’aumento di colesterolo nel sangue e innalzare i livelli di trigliceridi, favorendo l’insorgenza di problematiche quali ipertensione, aritmie cardiache etc.

          Tra le altre problematiche di salute correlate allo stress troviamo:

          • difficoltà digestive (il famoso mattone sullo stomaco)
          • diabete
          • indebolimento del sistema immunitario, che ci rende maggiormente esposti e suscettibili a infezioni di vario genere

          Ma, come anticipato, lo stress cronico incide anche sul benessere e la salute mentale e può causare l’insorgenza di problemi di ansia e attacchi di panico, depressione e disturbi mentali veri e propri.

          Volendo usare una metafora, possiamo pensare a un motore che gira al massimo della sua potenza per troppo tempo.

          Alla fine, qualcosa cederà.

          Lo stesso vale per il nostro corpo che, sottoposto a stress cronico, finisce con il cedere, in un senso o nell’altro.

          Gli studi più recenti hanno evidenziato che lo stress cronico può alterare persino il cervello, riducendo la materia grigia nelle aree responsabili della regolazione delle emozioni e del controllo degli impulsi.

          Che significa?

          Significa che troppo stress ci rende più vulnerabili a problemi di salute mentale e meno capaci di gestire lo stress futuro.

          Spesso, questo problema dello stress non si lega tanto al lavoro quanto alle relazioni che intrecciamo nel corso della nostra vita, come vedremo in un prossimo articolo.

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          Stress e salute. Il caso di Marco

            Ti ricordi di Marco, il giovane paziente di cui ti parlavo all’inizio di questo articolo?

            Inizialmente, lui aveva sottovalutato quel dolore al petto, ignorando i segnali che il suo corpo gli lanciava per metterlo in guardia dall’eccesso di stress a cui si stava sottoponendo.

            Alla fine, era crollato.

            Quello stesso giorno, durante una riunione, si era ritrovato con il cuore che batteva all’impazzata a causa di un terribile attacco di panico.

            Sul mio sito ho già trattato il tema dell’attacco di panico diverse volte. Se sei interessato, ti invito a leggere gli articoli che trovi cliccando qui.

            Quell’evento costrinse Marco a prendersi una pausa, con tutte le conseguenze del caso per il suo lavoro.

            Naturalmente, un conto è programmare un viaggio e chiedere anticipatamente le ferie. Un altro è doversi assentare senza preavviso, non avendo pianificato.

            Per lui fu un grosso problema.

            Inoltre, dopo quel primo attacco di panico, per lui era diventato spaventoso recarsi a lavoro, spaventoso partecipare alle riunioni.

            Come sappiamo, infatti, chi soffre di disturbo di panico sviluppa una tendenza all’evitamento di quelle situazioni e/o luoghi in cui ha vissuto un attacco.

            Purtroppo, l’evitamento porta a evitare la vita in tutte le sue declinazioni, troppo spaventati per mettersi in gioco e uscire dalla propria zona di comfort. Tutto questo ha delle ricadute pesanti sull’autostima dell’individuo, che si indebolisce e non riesce a scrollarsi di dosso la paura.

            Imparare a gestire lo stress

              La storia di Marco è emblematica del fatto che lo stress deve essere gestito.

              Bisogna sempre ricordare che chiedere aiuto e supporto a un professionista non è mai segno di debolezza, anzi.

              Sfatiamo il mito secondo il quale chi va dallo psicologo è pazzo.

              Su questo tema, potete guardare uno dei primi video pubblicati sul mio canale youtube Psycoffe, in cui – per amor di conoscenza – ho anche bevuto un caffè freddo di dieci minuti.

              Il titolo del video è “Solo i pazzi vanno dallo psicologo? Perché si decide di andare in psicoterapia

              Quindi non aspettate di sentirvi male. Non aspettate che la situazioni peggiori e diventi cronica.

              Confrontatevi con qualcuno, con un professionista serio, evitando magari le grandi catene discount della psicologia perché il rischio è di non riuscire a risolvere il problema in tempi accettabili.

              Il vero antidoto contro lo stress

                Come è mia abitudine, non voglio lasciarti prima di averti dato qualche consiglio utile.

                Se cerchi soluzioni allo stress, facendo una rapida ricerca online troverai davvero di tutto, da chi suggerisce lo sport alle tecniche di rilassamento tipo mindfulness, passando per la gestione del tempo all’ammorbare qualcuno dalla mattina alla sera, fino ad anestetizzarsi con hobby qualsiasi o diventare salutista e fare attenzione a dormire almeno 8 ore a notte.

                Il vero antidoto contro lo stress è personale, individuale.

                Non c’è una soluzione universale valida per tutti.

                Quindi, se per una persona fare esercizio fisico è stupendo, per qualcun altro potrebbe rivelarsi un’esperienza traumatica, capace di accrescere lo stress anziché ridurl

                Immagine di bristekjegor su Freepik

                attenzione ai metodi anti-stress fai-da-te.

                La soluzione allo stress deve essere frutto di una conquista individuale, che si svolge nel momento in cui una persona si prende cura di sé e mette al primo posto la propria salute.

                Immagine di copertina: Immagine di senivpetro su Freepik

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