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Gelosia, l’emozione che ci suscita il timore di perdere qualcuno
La gelosia è qualcosa che tutti, prima o poi, sperimentiamo nella vita.
Si tratta di un’emozione naturale e istintiva, che emerge nel momento in cui avvertiamo il rischio di perdere ciò che di più caro si possiede, l’oggetto del desiderio, che spesso (ma non sempre) corrisponde al proprio partner.
Si può parlare, infatti, anche di gelosia tra amici o gelosia tra fratelli, quando per esempio due bambini si trovano in conflitto tra di loro per l’amore esclusivo dei genitori.
In questo articolo, però, esploreremo le cause psicologiche della gelosia tra partner, l’impatto della gelosia sulla coppia e i modi per affrontarla per preservare la salute della relazione amorosa.
La gelosia nella relazione di coppia

In una relazione di coppia, la gelosia può essere scatenata da diversi fattori, che spaziano dall’insicurezza personale alla paura di perdere l’altro.
Ma quand’è che la gelosia si trasforma da normale reazione emotiva a un comportamento patologico e tossico, capace di rovinare un rapporto?
Una piccola premessa.
Nel 90% degli articoli che troviamo online sul tema della gelosia, l’attenzione è sempre focalizzata sulla persona gelosa.
Sembra quasi che non si voglia mai parlare di quei casi – reali e concreti – in cui un individuo manifesta gelosia nel momento in cui stringe una relazione con un partner che lo fa diventare geloso.
Ma ci arriveremo più avanti.
La prima domanda a cui vorrei rispondere è: da dove nasce la gelosia?
Quali sono le sue cause profonde?
Cause psicologiche della gelosia
La gelosia affonda le radici nell’insicurezza personale.
È qualcosa di cui ho parlato più volte nel mio sito, in particolare negli articoli che trattano dell’autostima e della sua influenza sulla nostra vita e nella coppia.
Una persona che lotta con la propri autostima percepisce ogni minimo segnale di distanza emotiva o fisica dell’altro come una minaccia.
Questo rievoca la paura dell’abbandono, un timore atavico, che per tutti i mammiferi – compresi noi esseri umani – rappresenta forse la paura più grande.
Essere abbandonati, infatti, corrisponde all’essere soli, esposti, in pericolo.
Questo tipo di timore può derivare da esperienze negative passate come traumi relazionali precedenti – per esempio rapporti che sono stati contrassegnati dal tradimento.
Queste esperienze lasciano dei segni, vere e proprie cicatrici che si manifestano sotto forma di:
- sospetti continui;
- paura di essere abbandonati;
- costante ricerca di controprove, cioè di segni che possano confermarci che l’altro resterà con noi e non se ne andrà, lasciandoci soli.

Mi viene in mente una delle tante coppie che hanno intrapreso un percorso di terapia nel mio studio all’Eur. Li chiameremo Anna e Marco, per tutelare la loro privacy.
Anna aveva avuto in passato una relazione tossica. Era stata tradita dal suo precedente compagno, che l’aveva profondamente ferita.
Per questo, quando aveva conosciuto Marco, ci era andata con i piedi di piombo, chiedendogli costanti rassicurazioni. Ricordo che ogni volta che Marco riceveva un messaggio o usciva con gli amici senza di lei, Anna sentiva un nodo allo stomaco e iniziava a immaginare scenari catastrofici.
Marco era un partner leale e presente, cercava sempre di rassicurarla.
Lei, però, non riusciva a fidarsi completamente, a sentirsi davvero al sicuro.
L’ombra della precedente relazione la condizionava.
Gelosia e autostima: un legame profondo
Come dicevo, c’è un rapporto molto stretto e profondo tra la gelosia e l’autostima.
Lo dimostra la storia di Anna e Marco, ma ci sono tante coppie così.
Quando non ci sentiamo abbastanza come persone, è chiaro che vediamo minacce ovunque.
Se noi non abbiamo una forte autostima, non appena il partner entra in contatto con qualcun altro, ecco che vediamo il pericolo.
Pensiamo che lui o lei possa preferire chiunque altro a noi, perché sentiamo di non valere, di non essere all’altezza.
Questo è il classico schema della gelosia, in cui è la persona gelosa ad avere un problema, qualcosa dentro che lo fa scattare.
Ma se continuerai a leggere l’articolo, ti parlerò anche di un caso molto meno trattato.
Cosa succede dunque?
Accade che la bassa autostima innesca i nostri meccanismi di difesa, che trasformano la relazione in una sorta di continuo interrogatorio, un quarto grado da manuale.
Questo comportamento inquisitorio, con continue domande e sospetti, è controproducente per la relazione.
Invece di rafforzare il legame – come desidererebbe la persona gelosa – non fa che allontanare l’altro, che si sente messo alle strette, sempre sotto torchio, nonostante il suo comportamento limpido.
In casi come questo, le rassicurazioni non possono risolvere il problema.

Quando la gelosia è sana?
Nonostante quanto detto fino ad ora, è importante sottolineare che la gelosia è un’emozione naturale all’interno di una coppia sana.
Essa, infatti, quando non travalica certi limiti, segnala l’importanza della storia d’amore, quanto teniamo all’altro.
Sentirsi gelosi, in fondo, è anche un modo per dimostrare all’altro quanto vale per noi.
Quando la gelosia diventa patologica?
Attenzione, però.
Quando il partner ci controlla in modo ossessivo e adotta comportamenti controllanti, non siamo più nell’ambito di un’emozione normale e sana.
Quella è gelosia patologica, qualcosa in grado di creare delle profonde fratture nella coppia.
È il caso di Anna, che a un certo punto cominciò a controllare il telefono del compagno di nascosto, a fare domande insistenti su dove andasse e con chi.
Addirittura – forse qualche lettore sorriderà leggendo questo – Anna annusava i vestiti e qualche volta anche la biancheria intima di Marco, alla ricerca di quelle che secondo lei potevano essere prove dell’infedeltà del compagno.
Marco naturalmente reagiva, mettendosi sulla difensiva.
Ma questa dinamica stava erodendo la fiducia, il collante della coppia, il contenitore fondamentale dell’amore che ci unisce all’altro.
Una fiducia che va costruita nel tempo.
Questa è una delle tante scemenze che leggo in giro e permettetemi di dirlo: la fiducia non è data, non è qualcosa di scontato, presente fin dall’inizio.
È qualcosa che va conquistato.
Perché dare fiducia senza verificare significa giocare alla roulette russa, sperando di non prendersi un proiettile in testa.
Uno si fida nella misura in cui l’altro dà prove della sua affidabilità.
Prove che non nascono da un’esigenza ossessiva di controllo e verifica, ma che hanno a che fare con la vita stessa, con l’esserci quotidianamente per l’altro, aiutarlo, sostenerlo.
Questa è una grandissima prova.
Cosa provoca la gelosia: conseguenze e impatto sulla coppia

La gelosia ha un impatto devastante sulla coppia perché distrugge il vaso della fiducia.
Quando iniziano a esserci delle fratture, ecco che l’amore penetra attraverso quelle fessure fatte di sfiducia, di non detto, di non chiarito.
Nel caso di Anna e Marco, i continui sospetti e le accuse di lei cominciarono a creare della distanza emotiva tra i due.
Marco si sentiva soffocato e non più libero di essere sé stesso.
Questo portò a frequenti litigi e la loro relazione, un tempo felice, si andò deteriorando sempre di più.
La mancanza di fiducia e la costante tensione e conflittualità fecero sì che entrambi considerassero la separazione come unica via d’uscita da una situazione di grande sofferenza.
Quello fu il momento in cui conobbi questa coppia.
Come affrontare la gelosia in una relazione
Quindi, come si affronta la gelosia in una relazione?
Prima di rispondere a questa domanda, vorrei prendere in esame quello che ho detto prima cioè che spesso in articoli come questo non viene mostrato il caso in cui la gelosia viene scatenata dal comportamento dell’altro.
Esistono, infatti, persone che avrebbero di base una gelosia “normale”, che diventa malsana nel momento in cui si trova a che fare con un partner così insicuro di sé da aver bisogno di essere oggetto di gelosia, anche se non lo ammetterà mai.
Questa persona dirà sempre che è l’altro ad avere reazioni esagerate, fuori misura, che lei o lui non fa nulla di particolare.
Anche se, in realtà, mette in atto dei comportamenti che possono davvero ingelosire l’altro.
In questi casi, come ne usciamo?
Il problema è il geloso oppure il partner che assume certi atteggiamenti volti proprio a scatenare la reazione del compagno/compagna?
Il comportamento al limite chi lo stabilisce?
Non esiste un libro di psicologia clinica che sancisce cosa è bene e cosa è male all’interno di una relazione.
Questo – se mi permettete – è uno dei grandi problemi che rappresenta una vera e propria sfida per il professionista chiamato a intervenire e a lavorare con la coppia.
Qui si tratta di trovare un equilibrio: ogni coppia ha le sue regole, che devono andare bene a entrambi.
Non possono esserci regole sancite da uno solo, altrimenti diventano delle imposizioni che limitano la libertà e trasformano il rapporto in una relazione tirannica, destinata a sfasciarsi.
Né tantomeno può essere il professionista a stabilire cosa va bene e cosa no.
È la coppia a darsi le sue norme, che non sono assolute e universali ma valgono all’interno di quella specifica relazione.
Sono i partner a decidere, trovando un accordo.
E se già lì non c’è incontro, questa coppia nonostante l’amore va incontro a tanta sofferenza.
Tornando alla domanda iniziale: come affrontare la gelosia in una relazione?
Dipende.
Se il problema è che una persona diventa gelosa a causa dei comportamenti dell’altro, bisogna lavorare sulle regole comuni della coppia.
Se, invece, parliamo di una gelosia – come quella di Anna – innescata da precedenti esperienze negative che hanno determinato una profonda insicurezza, allora è chiaro che bisogna lavorare sul partner geloso, aiutandolo a rafforzare la propria autostima e soprattutto a distinguere tra le sue paure irrazionali e la realtà.
In quella circostanza, ho preferito comunicare alla coppia che nell’interesse della stessa era importante organizzare degli incontri individuali con Anna, riservandole uno spazio in cui concentrarci sul suo problema di autostima e insicurezza.
L’altro può aiutare, ma non può essere la soluzione.
Per Marco è stato fondamentale mostrare pazienza e comprensione, ma restare fermo nella volontà di tutelare la propria libertà e autonomia personale.
Ha dovuto imparare a rassicurare Anna, mentre lei apprendeva come sentirsi più sicura.
Consigli per il geloso
Se ti riconosci nella storia e negli atteggiamenti di Anna, sappi che non sei solo.
La gelosia è un’emozione difficile da gestire se supera un certo limite. Ma è possibile imparare a non lasciarsi dominare.
In questo frangente, posso darti alcuni consigli pratici.
Innanzitutto, cerca di capire: il problema è l’altro che non ti rassicura o sei tu che sei un po’ tossico e controllante?
In secondo luogo, puoi parlare apertamente dei tuoi sentimenti con il partner, senza accusarlo?
Come ho detto, la fiducia va guadagnata.
Quindi, prova a dare all’altro un pezzetto della tua fiducia e stai a vedere cosa succede, cioè se puoi davvero lasciarti andare.
Consigli per il partner del geloso
Se, invece, ti ritrovi con un partner geloso che ti controlla e non si fida, fai attenzione.
Certo, puoi provare empatia nei suoi confronti, cerca di capire le motivazioni che spingono il tuo lui o la tua lei a comportarsi in quel modo.
Tuttavia, questo non deve limitarti né metterti nella condizione di rinunciare alla tua libertà.
Non uscire con le amiche o permettergli di verificare i messaggi che ti arrivano in chat o sul telefono potrà rassicurarlo per un momento.
Ma poi ci saranno nuove richieste, nuovi controlli e sempre meno spazio per te, perché le rassicurazioni e le prove non bastano mai.
La terapia di coppia può essere uno strumento utile in questi casi, laddove ci sia la volontà da parte di entrambi di ricostruire le basi della relazione per renderla non soltanto più solida, ma più soddisfacente e felice.
In conclusione, possiamo dire che la gelosia è un’emozione complessa, che può arricchire o complicare e distruggere una relazione, a seconda di come viene gestita.
Come dimostra la storia di Anna e Marco, con impegno, una buona comunicazione e molto lavoro su sé stessi, si può superare anche i momenti più difficili.
E trasformare la gelosia in un’opportunità di crescita, per il singolo e per la coppia stessa.
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