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L’invidia può rovinarti la vita

Cosa si cela dietro l’invidia: le cause psicologiche e comportamentali

Qualche volta mi capita di avere a che fare con pazienti che, superando la reticenza dovuta all’imbarazzo e al senso di vergogna, mi confessano di provare invidia.

Perché tutta questa vergogna?

Perché da sempre la nostra società ha cercato di incasellare e schematizzare il sentire umano, classificando le emozioni in due categorie:

  • emozioni che si possono sentire come la gioia, l’entusiasmo;
  • emozioni proibite e non tollerate, come la tristezza, l’invidia, la rabbia etc.

In psicologia, naturalmente, questa distinzione non esiste.

Tutte le emozioni, anche quelle etichettate come “negative”, svolgono una funzione ben precisa, hanno un ruolo nella nostra vita, come ci hanno mostrato i film della Pixar, Inside Out 1 e 2.

L’invidia è un’emozione complessa perché nasce dal confronto con gli altri e dal desiderio di possedere ciò che qualcun altro ha, non soltanto in termini materiali ma anche rispetto a delle qualità interiori.

Mi ricordo di una paziente – che chiamerò Giulia per tutelarne la privacy – che invidiava pesantemente la spregiudicatezza di una sua amica. Spesso diceva: “Vorrei essere come lei”.

Se stai leggendo questo articolo perché tu stesso o tu stessa provi invidia nei confronti di un amico, un parente o qualcuno che nemmeno conosci, vorrei rassicurarti.

Provare invidia è del tutto normale, tutto dipende da cosa fai con questa emozione.

È molto peggio trovarsi ad avere a che fare con chi si sente così perfetto da dirsi che non invidia o ammira nessuno.

Basta parlare un po’ con queste persone per rendersi conto che, in realtà, ammirano sé stesse al punto tale da denigrare e svilire tutti gli altri.

Ma qui entriamo nell’ambito di disfunzioni psicologiche ben più gravi poiché si tratta di disturbi egosintonici…

Invidia e bassa autostima: il legame psicologico e come influisce sulla tua vita

In molti l’invidia si lega alla bassa autostima.

È molto probabile che una persona che ha scarsa stima di sé e poca o nessuna fiducia nelle proprie capacità si ritrovi a fare pensieri di invidia.

Ripeto un concetto che ho già illustrato altrove: la bassa autostima può anche condurre al suo opposto, cioè al ritenersi superiori agli altri, migliori di loro.

Non perché ci si crede davvero, quanto perché si indossa una maschera di grandiosità per celare a sé stessi il vuoto che ci si porta dentro.

Quando una persona non si sente soddisfatta di sé stessa è più incline a provare invidia verso chi percepisce come migliore o più realizzato.

Questa relazione tra invidia e bassa autostima innesca un circolo vizioso in cui l’individuo si concentra sempre di più sui propri difetti e mancanze, peggiorando la propria percezione di sé.

Un esempio?

Se una persona con scarsa fiducia nelle proprie capacità comincia a invidiare un collega per il suo successo professionale, è probabile che sviluppi un atteggiamento negativo e distaccato verso quest’ultimo.

Come si manifesta l’invidia: sintomi

L’invidia può manifestarsi in modo diversi, attraverso dei segnali comportamentali ed emotivi che possiamo indicare come “sintomi”.

Tra di essi troviamo i sentimenti di frustrazione e la rabbia verso una persona specifica, a cui si accompagna la tendenza a sminuire i successi altrui per sentirsi meglio.

C’è anche chi presenta una vera e propria ossessione per il confronto con l’altro, finendo col trascorrere gran parte del proprio tempo a paragonarsi a coloro che ha intorno, vivendo ogni cosa come una competizione.

Anche la tristezza quando si osservano i traguardi raggiunti dagli altri può essere considerata un segnale di invidia.

In alcuni casi, l’invidia prende la forma di vero e proprio risentimento verso l’altro e può influenzare anche il comportamento quotidiano, portando a pensieri ed azioni dannose.

Quando l’invidia diventa patologica

Ma se, come ho accennato all’inizio, provare invidia è normale, quand’è che questa emozione andrebbe esplorata in terapia?

Ogni cosa nella vita può essere disposta lungo una linea, un continumm che va dal “normale” al “patologico”, con varie sfumature nel mezzo.

L’invidia può diventare patologica.

Ma quando?

Quando quest’emozione interferisce con la vita quotidiana, causando un disagio emotivo significativo.

Se non riusciamo a controllare il desiderio di avere ciò che non possediamo, al punto da arrivare a mettere in atto comportamenti autodistruttivi o relazionali tossici.

Per esempio, una persona con un problema di invidia potrebbe sabotare gli sforzi altrui, cercando di causargli problemi emotivi o sociali, soltanto per sentirsi superiore.

Invidia e gelosia: differenze e somiglianze

Mi preme a questo punto sottolineare che invidia e gelosia non sono sinonimi.

Queste due emozioni vengono spesso confuse perché condividono alcuni aspetti.

Non si tratta però della stessa cosa.

L’invidia si riferisce al desiderio di possedere ciò che un altro possiede, che si tratti di un oggetto materiale, del successo, di una fidanzata, di tanti amici etc.)

La gelosia, invece, implica la paura di perdere qualcosa che si possiede già, come l’affetto di una persona cara.

Per esempio, una persona potrebbe invidiare un collega di lavoro che ottiene una promozione e fa carriera… ma sentirsi geloso se qualcuno chiede di uscire alla sua ragazza o se percepisce che il/la partner è interessato a qualcun altro.

Psicologia dell’invidioso: comportamenti tipici e caratteristiche di chi prova invidia

Quali sono le caratteristiche tipiche dell’invidioso?

Chi prova invidia tende a mostrare determinati comportamenti tipo:

  • mancanza di empatia verso gli altri
  • critiche costanti volte a sminuire i successi altrui

Mi sto domandando quante persone leggendo queste caratteristiche stiano annuendo o sorridendo, riconoscendo nella descrizione qualcuno di loro conoscenza, magari un partner, un capoufficio, un parente o un’amica.

Altre caratteristiche dell’invidioso sono:

  • un atteggiamento competitivo, legato al desiderio di prevalere sugli altri
  • difficoltà a riconoscere i propri limiti e accettare i propri errori

Cosa può provocare l’invidia: conseguenze psicologiche e relazionali

L’invidia può portare a conseguenze significative sia dal punto di vista psicologico, cioè intrapsichico, sia per quel che riguarda le relazioni.

Innanzitutto, l’invidia può danneggiare l’autostima (già bassa) di chi la prova e causare un senso di insoddisfazione cronica.

A livello relazionale, l’invidia può essere il motivo scatenante di conflitti e litigi e induci a isolarci, evitando il contatto con gli altri.

Ci sono persone che stanno sempre sulla difensiva, che immaginano che ci sia sempre qualcuno che voglia far loro del male.

Perché?

Perché proiettano sugli altri qualcosa che hanno loro dentro, quel desiderio di umiliare e svilire che è loro, non dell’altro.

Un amico invidioso potrebbe diventare distante e ostile, mettendo a rischio il rapporto.

Superare l’invidia: strategie psicologiche e tecniche per migliorare la tua vita

È possibile superare l’invidia, ma occorre prima riconoscerla come tale.

Tante persone, infatti, provano quest’emozione, ma la nascondono. Sanno che c’è ma non la accettano.

Questi soggetti sono quelli “meno gravi” per così dire.

Chi prova invidia patologica, invece, sono coloro che credono siano gli altri a invidiarli.

Questi sono un po’ più complicati da trattare in terapia, anche perché spesso proiettano l’invidia anche sul rapporto con il terapeuta, immaginando che il professionista possa essere invidioso di loro e che, quindi, quando parla, lo fa per desiderio di umiliare più che di aiutare.

Per superare l’invidia, la strategia migliore è quella di concentrarsi non sulle proprie mancanze, ma su ciò che si ha.

Mi rendo conto che è una frase che potresti aver sentito tante volte.

Ma è assolutamente vera.

Secondo lo standard della nostra attuale società, dovremmo tutti essere belli e ricchi, senza lavorare…

È chiaro che se questi vengono proposti come i pilastri che dovrebbero sorreggere una persona di successo, ciò a cui tutti dovremmo aspirare, ci ritroviamo tutti ad agognare qualcosa che non abbiamo.

Immagine di copertina by Freepik

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