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Conflitti di coppia: perché litighiamo sempre (anche per piccole cose) e come interrompere il circolo vizioso

Molte coppie che arrivano nel mio studio all’Eur per una consulenza o per iniziare un percorso di psicoterapia raccontano la stessa difficoltà: litigano spesso e non riescono a capire perché i litigi di coppia si ripetano così frequentemente.

Il rapporto funziona, ma le discussioni sono molto frequenti. E quasi sempre degenerano in veri e propri “scontri frontali”.

Entrambi ammettono che, nella maggior parte dei casi, i litigi di coppia nascono da questioni banali: una dimenticanza, una distrazione, una frase o un gesto apparentemente insignificante.

Ed è proprio questo che lascia spesso disorientati i partner: com’è possibile che una semplice discussione finisca per far esplodere una guerra?

È segno di mancanza di amore?

In verità no, la mancanza è un’altra.

Quel che manca è la conoscenza dei veri e profondi bisogni dell’altro.

Ci arriveremo, ma prima cerchiamo di capire se è normale litigare così spesso in coppia e perché, in molti casi, i conflitti nati da piccole cose si ingigantiscono all’infinito, tanto che alcuni non si parlano per giorni.

“Litighiamo sempre, ma ci amiamo”: è normale in una relazione?

Se stai vivendo una relazione, forse ti riconoscerai anche tu in questa situazione.

State insieme da tanto tempo, sai che c’è amore reciproco, condividete la quotidianità e magari anche tanti progetti futuri.

Eppure, basta una parola fuori posto, e scoppia il caso.

Magari dovete soltanto decidere come organizzare il week end, se passare prima dai tuoi genitori o andare a fare la spesa per la settimana.

La conversazione parte normalmente, calma. Ma nel giro di pochi minuti, le voci si alzano di un tono. Lui comincia a dire che non lo ascolti mai, tu rispondi stizzita, tirando fuori quella volta in cui lui ha deciso senza interpellarti, perché sapeva che ti saresti arrabbiata e ha “fatto di testa sua”.

Ed ecco che una piccola divergenza si trasforma rapidamente in un litigio vero e proprio, in cui si rivanga il passato, ci si rinfaccia cose fatte (o non fatte), cercando le parole per ferire l’altro anziché per appianare la situazione e ritrovare l’armonia tra di voi.

Quando, finalmente, le acque si sono calmate, la domanda sorge spontanea:
ma è normale litigare sempre in coppia?

Discutere sicuramente sì.
Litigare continuamente, con toni più o meno aspri, invece no.

Mi spiego meglio.

Il conflitto è certamente una componente fondamentale delle relazioni umane, compresi i rapporti di coppia. Alla sua origine ci sono divergenze di opinioni, bisogni, aspettative insoddisfatte e modi diversi di interpretare la realtà.

Conflitto e litigio, però, non sono la stessa cosa.

Confrontarsi in modo sereno, anche quando si hanno opinioni diverse, infatti, permette ai partner di esprimere il proprio personale punto di vista, chiarire incomprensioni e cercare insieme una soluzione, magari trovando un compromesso che soddisfi entrambe le parti.

Quando si litiga, invece, spesso sono le emozioni intense e incontrollate a prendere il sopravvento. È così che la discussione smette di essere un confronto costruttivo e diventa una battaglia verbale, in cui ciascun partner cerca soprattutto di difendere la propria posizione, arrivando anche a usare la violenza pur di imporsi e prevalere sull’altro.

In quei casi, non siamo più sul terreno della condivisione e dello scambio, ma su quello della lotta di potere.

Un terreno estremamente scivoloso.

Ogni pretesto è buono per litigare. Perché litighiamo sempre per cose piccole e sciocchezze

“Con lui/con lei, ogni scusa è buona per litigare”

Molte coppie hanno la sensazione di trovarsi intrappolate in discussioni che si ripetono sempre allo stesso modo, anche quando la discussione era partita per questioni assolutamente irrilevanti.

L’elenco delle “piccole cose” per cui si finisce a litigare tra partner potrebbe essere infinito. Spesso si tratta di episodi molto comuni nella vita quotidiana di una coppia:

  • una dimenticanza (una commissione da fare, qualcosa da comprare)
  • un ritardo o un appuntamento mancato
  • un messaggio a cui non si è risposto o una telefonata non fatta
  • il modo di organizzare il weekend o il tempo libero
  • decidere se trascorrere le feste dai tuoi o dai suoi genitori
  • chi deve occuparsi delle faccende domestiche
  • una frase detta con un tono che l’altro percepisce come critico o accusatorio

Osservando più da vicino il litigio di coppia, però, ci rendiamo conto che la questione iniziale per la quale si discute è spesso soltanto la punta dell’iceberg.

Dobbiamo andare sotto la superficie dell’acqua per comprendere qual è il vero motore del conflitto di coppia.

Il vero motivo dei litigi di coppia: non è la questione di partenza

Quando litighiamo con il partner, il problema raramente riguarda davvero la situazione concreta di cui stiamo parlando in quel momento.

Molto più spesso, ciò che conta è il significato emotivo che ciascun partner attribuisce a quel fatto.

In poche parole, la questione centrale non è affatto la spesa non fatta o l’anniversario dimenticato ma il fatto che queste situazioni attivano in noi emozioni profonde: il sentirsi poco considerati, non ascoltati, messi in secondo piano.

Ci tengo in particolare a sottolineare questo aspetto, come ho già fatto sul mio blog in un articolo dedicato alla gestione dei conflitti (puoi leggerlo cliccando qui).

La relazione di coppia è una relazione tra persone adulte, che scelgono di portare avanti un progetto di vita insieme.

È fatta di amore, rispetto, sostegno reciproco.

Ma spesso, all’interno di questa dimensione, noi finiamo col ricercare l’amore e la cura che avremmo dovuto ricevere durante l’infanzia, da parte dei nostri genitori.

Se, per esempio, sono cresciuto all’interno di un contesto familiare poco accogliente, se ho avuto un padre troppo rigido e giudicante o magari una madre che non riusciva ad ascoltarmi, è naturale che dentro di me resti un grande bisogno di attenzione, di cura, di conferme.

Tuttavia, non posso chiedere al mio partner di sanare le mie ferite emotive o di colmare i miei vuoti profondi.

Non è suo compito, anche se una certa produzione televisiva, film, programmi etc… ci abbiano convinti del contrario.

L’idealizzazione del partner, all’inizio di una storia d’amore, fa parte del gioco. Ma a un certo punto, perché la relazione possa proseguire diventa necessario fare i conti con la realtà.

Il presupposto di una relazione sana è proprio riconoscere che il partner non è il nostro salvatore, non potrà sempre rispondere a tutti i nostri bisogni emotivi.

Alcune ferite appartengono alla nostra storia personale e non possono essere risolte semplicemente attraverso la relazione di coppia.

Quando questa distinzione non è chiara, il rischio è che ogni piccola frustrazione venga vissuta come una prova di disamore o di rifiuto.

Il circolo vizioso dei litigi di coppia: se le discussioni sono sempre uguali, un motivo c’è

C’è un’altra dinamica dei litigi di coppia che vorrei indagare.

Molti partner che arrivano in terapia, infatti, raccontano di avere l’impressione di fare sempre lo stesso litigio.

Cambia l’ambientazione – a casa, in macchina mentre siete nel traffico, durante una festa, in vacanza…

Cambia la questione di cui state discutendo – il lavoro, un viaggio, le bollette da pagare…

ma alla fine va sempre nello stesso modo. Hanno quasi la sensazione di seguire un copione già scritto.

Le battute si ripetono, le reazioni anche.


A un certo punto uno dei due alza il tono, l’altro si chiude oppure si difende, rinfacciando, accusando, usando parole come coltelli affilati.

Nel giro di pochi minuti, la conversazione prende una piega che vi è fin troppo familiare.

È per questo che molte persone arrivano a chiedersi: perché litighiamo sempre per le stesse cose?

Questo accade perché, nel tempo, all’interno della coppia si strutturano delle modalità di interazione che tendono a ripetersi sempre nello stesso modo.


Quando nasce un conflitto, ciascun partner reagisce spesso in modo automatico, mettendo in atto strategie diventate ormai abituali.

Nella maggior parte dei casi, chi litiga è incapace di contattare, riconoscere e comunicare le proprie reali emozioni all’altro. Così, invece di esprimere vulnerabilità, paura o bisogno di vicinanza, finisce per attaccare, difendersi o chiudersi, rispondendo alla violenza con la violenza.

È un’escalation simmetrica, in cui rabbia e frustrazione non fanno che alimentare la reazione altrettanto scomposta dell’altro, in un circolo vizioso difficile da interrompere.

Litighiamo sempre: significa che la relazione non funziona?

Quando i litigi diventano frequenti, capita di chiedersi se questo dica qualcosa sulla salute della relazione di coppia.

Se ogni volta che parlo con il mio partner finiamo a litigare, forse abbiamo un problema…

In realtà, come abbiamo visto, discutere in una relazione è normale: il conflitto fa parte della convivenza tra due persone con bisogni, abitudini e punti di vista diversi.

Sarebbe strano il contrario cioè andare sempre d’amore e d’accordo su tutto.

In quel caso, o abbiamo ci siamo messi insieme alla nostra fotocopia identica oppure – che è molto più probabile – uno dei due, per evitare di discutere, rinuncia sistematicamente a esprimere ciò che pensa o ciò di cui avrebbe bisogno.

È un caso che ho approfondito in un articolo sull’ansia da conflitto, che ti consiglio di leggere.

Il conflitto, di per sé, non ha un valore negativo o distruttivo.

Lo diventa nel momento in cui i litigi sono ripetitivi e molto intensi o distruttivi, quando l’incontro di due mondi consentito da un dialogo aperto e sincero lascia spazio a una disputa feroce.

Come interrompere il circolo vizioso dei litigi di coppia. Un esercizio per lavorare sulla comunicazione con il partner

Se ti riconosci in questo schema, la buona notizia è che il circolo vizioso dei litigi di coppia può essere interrotto.

Ma occorre lavorare su sé stessi con impegno per ritrovare delle modalità di comunicazione di coppia sane.

Ti propongo un esercizio per provare a prendere consapevolezza dei meccanismi che portano la discussione dal piano del confronto a quello dello scontro.

Prima, però, voglio raccontarti un piccolo anedotto, la storia vera di una coppia arrivata nel mio studio di psicoterapia all’Eur per lavorare su conflitti e comunicazione.

Li chiameremo Matteo e Beatrice.

Come tutte le coppie, Matteo e Beatrice si trovavano spesso a discutere. Ma nell’ultimo periodo capitava che ogni piccola cosa divenisse una questione di Stato.

Così, un giorno, Matteo aveva deciso di sorprendere la sua compagna portandole i fiori e la colazione a letto.

Un gesto che, nelle sue intenzioni, doveva farla felice.

Ma le sue aspettative erano state deluse. Quando Beatrice lo avevo visto arrivare sorridente, con il vassoio tra le mani, era esplosa: “Sei vuoi farmi davvero felice, non servono né il caffè né i fiori. Piuttosto dovresti imparare a fare la lavatrice, ché io non ce la faccio più a occuparmi di tutto!”

Matteo, insomma, non era riuscito a capire quali fossero i reali bisogni della sua partner.

E tu, sei sicuro o sicura di conoscere i bisogni del tuo compagno/compagna?

Fai questo test di 2 minuti sulla tua relazione per capire dove siete e dove state andando come coppia.

  • Pensa al vostro ultimo litigio: Prendi carta e penna e prenditi qualche minuto per rievocare una situazione recente che ha scatenato una forte discussione con il tuo partner.
  • Analizza le tue parole: Come sono iniziate le tue frasi? Se ti accorgi di aver usato ripetutamente accuse come “Tu hai fatto questo…” o “Tu hai detto…”, stai applicando quello che in terapia chiamiamo il “Tu accusatorio”. Questo linguaggio aggressivo spinge istantaneamente l’altro a chiudersi a riccio e a rifiutare le tue parole poiché si sente aggredito…
  • La prova del nove: Prova ora a descrivere o riscrivere lo stesso litigio, ma questa volta senza focalizzarti sulle colpe dell’altro e senza usare la parola ‘Tu’ come fosse un’arma da scagliare contro l’altro. Concentrati solo su quello che hai provato tu in prima persona. Riesci a comunicare dicendo solo: “Io mi sento così…” oppure “Questa cosa io l’ho vissuta in questo modo…”?.

Se ti accorgi che è impossibile comunicare i tuoi bisogni senza attaccare l’altro, o se il tuo partner non è disposto ad ascoltarti senza alzare un muro difensivo, la vostra comunicazione di coppia è bloccata.

In questi casi, un aiuto professionale può fornirvi gli strumenti per tornare a capirvi.

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