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Il conflitto nella coppia

Generalmente, alla base della coppia ci sono dei conflitti. In particolare, il mio discorso si concentrerà su tre conflitti:

  • Bisogno vs scelta
  • Sicurezza vs esplorazione
  • Vicinanza vs lontananza

Coppia sana. “Ho bisogno dell’altro oppure scelgo di stare con lui/lei?”

Partiamo dal primo conflitto. Spesso dentro di noi sentiamo l’esigenza di stare con qualcuno, abbiamo bisogno dell’altro e questo bisogno nasce dalla convinzione che l’altro sia necessario per renderci completi. Senza l’altro, senza il partner, non funzioniamo.

Abbiamo bisogno di lui o di lei per stare bene, per non sentirci soli.

È irrealistico pensare che all’interno della coppia non vi sia un minimo di dipendenza tra i due partner.

Il punto è che molti di noi hanno problemi di coppia perché, in realtà, non vogliono essere in coppia, rifiutano la dimensione della coppia, per le più varie ragioni. Questo atteggiamento inconscio potrebbe derivare da un copione familiare fallimentare, quella sorta di schemi di comportamento ripetuti e di ruoli che i membri di una famiglia mettono in scena e interpretano proprio come fossero parte di un copione teatrale.

Oppure da una precedente esperienza negativa, da una relazione amorosa precedente conclusasi in modo così sofferto da generare una difficoltà nel cominciare un nuovo rapporto.

O ancora potrebbe derivare da una sostanziale sfiducia nel prossimo o da una mancanza di fiducia in noi stessi che, però, viene rivoltata contro l’altro. Il paradosso sta nel fatto che, spesso, le stessa causa che fanno sì che qualcuno possa non voler far parte di una coppia, spingono qualcun altro a cercare di avere un partner a tutti i costi. All’atto pratico accade che queste due persone, che funzionano come due poli opposti, si incontrano e formano una coppia in cui uno dei due fugge e l’altro insegue.

Sono due facce della stessa medaglia.

Relazione di coppia, un equilibrio tra bisogno di sicurezza ed esplorazione

Vi è mai capitato di vedere un documentario in cui l’animale ha paura di lasciare la sicurezza confortevole della propria tana ma, allo stesso tempo, deve abbandonare quel luogo riparato perché ha fame o ha bisogno di soddisfare i propri impulsi riproduttivi?

Possiamo dire che la nostra psiche funziona in modo molto simile. Queste due forze contrapposte, il bisogno di sicurezza e quello di esplorare il mondo esterno, di spingerci fuori dalla zona di comfort, sono entrambi presenti all’interno della nostra psiche.

Questo conflitto di base si manifesta anche a livello di strutture neurologiche. Allo stesso tempo noi possediamo un cervello rettiliano, che rappresenta la nostra parte più primitiva e si occupa di bisogni e istinti innati, e un sistema limbico o cervello mammifero, in cui si manifesta e agisce l’emotività dell’individuo.

L’uno vuole sopravvivere, l’altro vuole sentire.

Questa è la tipica situazione che preannuncia una guerra civile interna e il risultato di tutto questo, quando non si riesce a comprendere cosa stia accadendo, è l’ansia (di cui ho parlato in un precedente articolo e in un video)

Trovare la giusta distanza (o vicinanza) rispetto all’altro nella coppia

Sicuramente conoscete il famoso dilemma del porcospino, ideato dal filosofo tedesco Arthur Schopenhauer e poi adottato anche da Sigmund Freud, padre della psicoanalisi. Il racconto suona così:

“Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. Finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”

Gli aculei del porcospino

Qui si inserisce una breve parentesi sul momento storico che stiamo vivendo, quello dell’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus. Una situazione nella quale, con il lockdown e la necessità di chiudersi in casa e di convivere con il proprio partner h24, senza possibilità di uscire, andare a lavoro, fare vita sociale, le distanze sono saltate completamente, la vicinanza è diventata un’imposizione, qualcosa di forzato.

Ciò che ne è derivato, almeno stando alle statistiche e alle notizie che si sentono, è un boom di separazioni e divorzi.

Questo perché la vicinanza è tanto giusta o sbagliata quanto la lontananza. A proposito di questa casistica particolare, potete trovare una mia riflessione nell’articolo l’Amore al tempo del Covid-19.

Tutto questo può sembrare complicato e, di fatto, lo è. Non serve uno psicologo per dirvelo o confermarvelo: le relazioni umane sono difficili. Ecco perché spesso le coppie si rivolgono a un esperto per salvare il proprio rapporto o per riuscire a renderlo davvero pieno e appagante. Ma bisogna capire che è impossibile raggiungere questo benessere di coppia finché questi tre conflitti appena esposti non vengono risolti all’interno di noi stessi come individui. Finché io non so se ho più bisogno dell’altro o di sceglierlo, se ho più bisogno di sicurezza o di libertà di esplorazione, se ho più bisogno di vicinanza o lontananza, io continuerò a cercare alla cieca.

In conclusione, vi do qualcosa su cui riflettere. Per differenza dall’altro, si cresce. Per somiglianza si costruisce. Dalla differenza rispetto all’altro io posso sapere chi sono. Dalla somiglianza posso accrescere quello che già è.

Pensateci e fatemi sapere qual è la vostra opinione in proposito.