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Superare la timidezza di parlare in pubblico

Cos’è la glossofobia, la paura di parlare in pubblico

Se stai leggendo questo articolo, forse anche tu soffri di glossofobia.

Non temere: non si tratta di una brutta malattia, anche se il nome potrebbe lasciarlo intendere… ma piuttosto della paura di parlare in pubblico.

O meglio, dell’atavico timore di deludere l’altro.

Ogni volta che devi tenere un discorso o fare una presentazione, ancora prima di salire sul palco e prendere in mano il microfono, cominci a sudare freddo. Avverti una fortissima agitazione, il cuore che batte forte, lo gola secca, la lingua quasi annodata in bocca.

Quando ti trovi lì, davanti a tutte quelle persone, sei del tutto convinto che non riuscirai a pronunciare nemmeno una parola.

L’ansia è troppo forte e anche se ti sei preparato, hai ripetuto il tuo discorso mille volte, provando e riprovando, temi di fare soltanto una brutta figura, di essere un oratore mediocre.

Sono in tanti a trovarsi in imbarazzo quando devono parlare di fronte agli altri.

Nel mio studio di psicologo psicoterapeuta a Roma Eur incontro tanti pazienti che si presentano proprio per questo problema.

Può capitare a chiunque di sentirsi in ansia quando deve esporsi, a prescindere dal numero di persone che ha davanti. Può succedere a uno studente universitario che deve discutere la tesi di laurea preparata in mesi di duro lavoro, a un manager di alto livello che ha il compito di presentare un progetto a degli investitori, a un avvocato che deve discutere una causa in tribunale, a un professore di fronte a una nuova classe, persino a un cantante che si rivolge ai suoi fan dall’alto di un palco.

Non importa quale ruolo o posizione si rivesta, per quanto elevato.

Quando soffriamo di glossofobia, dentro di noi scatta qualcosa che ci fa sentire spaventati al solo pensiero di dover affrontare quella certa situazione.

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Ansia sociale e timore di esporsi

Ma perché abbiamo così tanta paura di parlare di fronte a tante persone?

Perché significa esporsi, metterci sotto l’occhio giudicante dell’altro.

Chi non si espone, però, in un certo senso smette di stare al mondo. Esistere, infatti, deriva dal latino ex (fuori) e sistere (stare), che significa “stare fuori, mostrarsi”.

Vivere ed esistere sono un costante esporsi ai rischi.

Quando i miei pazienti mi parlano della loro paura di parlare in pubblico, mi accorgo che questa loro ansia non è isolata. Spesso si tratta di persone che, per così dire, hanno i contorni diffusi.

Che intendo?

Sono persone che non hanno un’identità ben stabilita, solida. È qualcosa di molto comune tra gli ansiosi che tendono a restare nella propria zona di comfort, senza prendere mai alcuna iniziativa che potrebbe portarli lontano dal loro luogo sicuro, dove ogni giorno è uguale a quello precedente.

Ciò, naturalmente, comporta grosse conseguenze a livello di autostima, perché se non ci si espone, non si acquisisce consapevolezza delle proprie capacità, non si riesce a prendere fiducia in sé.

Inoltre, se tutto rimane sempre uguale significa che non c’è possibilità di imparare nulla di nuovo.

In questa condizione non si cresce perché non ci si mette alla prova, non ci si confronta con le difficoltà, preferendo evitarle.

Quindi spesso il lavoro che faccio con le persone che mi parlano della paura di parlare in pubblico si focalizza sul loro stile di vita, sull’atteggiamento che assumono nei confronti dell’esistenza.

Se di cura dobbiamo parlare, dobbiamo prendere in considerazione proprio questo stile di vita che si basa sul fare sempre le stesse cose.

Anche le piante, che pure stanno ferme al loro posto nel vaso, alcuni giorni ricevono pioggia e in altri stanno sotto al sole rovente.

Così, anche se chi rimane nella zona di comfort si illude che ogni giorno sia letteralmente identico all’altro, ciò non può verificarsi nella realtà.

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Perché ho paura di parlare in pubblico?

L’atavico timore dell’abbandono e della morte: ragioni evolutive della glossofobia

Chi ha paura di parlare in pubblico spesso è convinto di essere il solo ad avere questo problema.

Si tratta, però, di una paura estremamente diffusa, che ha anche ragioni di tipo evolutivo, legate cioè al modo in cui l’essere umano si è evoluto nel corso dei millenni.

In quanto mammiferi, infatti, tutti noi abbiamo un bisogno profondo di stare con i nostri simili per sentirci al sicuro.

Come diceva Aristotele, l’uomo è un animale sociale.

La possibilità di essere rifiutati dalla società ci terrorizza perché si collega per noi al timore dell’abbandono e quindi alla morte.

Perdere i legami sociali ci esporrebbe a questo enorme pericolo, mettendo a rischio la nostra stessa incolumità.

Bassa autostima e paura di parlare in pubblico: il copione familiare

Ma la paura di parlare in pubblico va analizzata anche sotto un altro profilo, quello familiare.

Chi viene da me per affrontare questo problema, spesso mi chiede: “Ma perché io, proprio io, ho paura di parlare in pubblico?”

Il motivo, in molti casi, va cercato nel copione familiare dell’individuo perché la nostra autostima è strettamente legata al rapporto che abbiamo avuto con i nostri genitori e al modo in cui essi si sono relazionati a noi durante i nostri primi anni di vita.

Per semplificare potremmo dire, con una metafora, che la nostra autostima è determinata dalle “recensioni” che riceviamo dagli altri nel corso della nostra vita.

Alcune di queste recensioni hanno un peso maggiore.

Le più importanti in assoluto sono quelle che riceviamo per prime proprio da mamma e papà.

Pensiamo a un bambino che cresce con una madre depressa e bisognosa di cure e attenzioni. In automatico, questo figlio cercherà di consolarla e distrarla, senza riuscirci.

Per un bambino, infatti, è del tutto impossibile sostenere un adulto depresso.

Un’esperienza del genere porta con sé un vissuto di impotenza, un senso di incapacità di fondo che il bambino si porta dietro negli anni a venire.

Questa è una delle tante cause possibili legate al copione familiare.

Dal mio punto di vista, però, non è strettamente necessario individuare la radice del problema, andare a indagare la sua origine nel passato.

Anche se durante il percorso dedico sempre delle sessioni a questo tema, portando alla luce i perché, le ragioni dietro alla difficoltà o al disturbo che si manifesta, ciò che importa davvero è capire il funzionamento del problema.

La soluzione si trova nel qui e ora, nel momento attuale.

È certamente utile gettare uno sguardo sul passato, guardarsi alle spalle per capire da dove si viene ed evitare magari che alcuni eventi si ripetano.

Per esempio, se il bambino di cui abbiamo parlato prima, una volta divenuto adulto si mette con una partner che lo umilia ripetutamente, lo insulta e si lamentandosi e lui passa il suo tempo a cercare di soddisfarla inutilmente, ecco che si riattiverà il copione familiare che lo porta a sentirsi inadeguato, incapace e non meritevole di amore…

L’importante, dunque, è stare sul funzionamento del problema.

Come rilassarsi prima di parlare in pubblico

A questo punto vorrei darti alcuni consigli pratici per affrontare una platea di ascoltatori, evitando che la paura di parlare in pubblico ti blocchi completamente.

Ciò che devi fare è uscire dalla trappola del perfezionismo a tutti i costi.

Porsi un simile obiettivo significa in automatico farsi venire l’ansia e vanificare così ogni sforzo di riuscire nella propria performance di public speaking.

Ricorda che la natura si regge su un equilibrio imperfetto.

Esistono sia l’ordine che il caos ed entrambi sono essenziali affinché tutto funzioni, così come ci insegnano le maggiori religioni e scuole sapienziali.

Queste due parti devono essere in equilibrio, fuori dall’uomo e dentro l’uomo.

È un’assurdità del nostro tempo quella di dover essere perfetti sotto ogni punto di vista. Ciò che ne deriva è soltanto un’enorme ansia, del tutto ingestibile perché la perfezione è un’illusione irraggiungibile.

Impegnati, metticela tutta a fare un ottimo lavoro, per quello che ti è possibile.

Ma non cercare di raggiungere la perfezione.

Non tutto può essere controllato. Esistono le variabili, esiste il margine di errore.

Ed è bene anche concedersi di cadere ogni tanto.

Ma anche nel caso in cui fossi colto da un attacco d’ansia, con le mani che sudano e il cuore che batte all’impazzata, nulla ti vieta di comunicare al pubblico in sala quello che stiamo provando, condividendo il tuo stato d’animo con chi ti ascolta.

Puoi in tutta serenità dichiarare di essere molto emozionato per l’importanza dell’evento a cui stai partecipando.

Come evitare di bloccarsi quando si parla in pubblico

Se hai paura di bloccarti durante una presentazione importante, puoi usare diverse strategie tratte dalla comunicazione efficace.

Te ne do uno, molto semplice ma utile.

Prima di iniziare un discorso, preparati una domanda da rivolgere al pubblico per rompere il ghiaccio. Aprendo il tuo speech con un quesito, hai la possibilità di avere subito un’interazione, di coinvolgere coloro che ti stanno ascoltando, abbassando notevolmente la tensione che percepisci.

Ti faccio un esempio.

Se il tema della presentazione è la paura di parlare in pubblico, inizierò il mio discorso proprio con questa domanda: “Chi tra di voi ha paura di parlare in pubblico?”

oppure “Quando vi chiedono di parlare in pubblico, cosa immaginate che possa accadere?”

Ecco che le persone inizieranno a parlare e interagire e da lì in poi è tutto in discesa.



Psicologo Psicoterapeuta Roma Eur - supera la paura di parlare in pubblico

Il timore di esporti, esprimendo la tua opinione o parlando di fronte agli altri, può avere ripercussioni sul tuo benessere.

Parlarne con un esperto può aiutarti a superare il problema.

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Immagine di copertina: Immagine di jannoon028 su Freepik

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