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Quando l’arrivo di un figlio manda in crisi la coppia

L’arrivo di un figlio e la coppia che diventa famiglia

L’arrivo di un bambino sconvolge l’assetto di una coppia. I vecchi equilibri si rompono e occorre costruirne di nuovi, affrontando molti cambiamenti che possono mettere in seria difficoltà i partner, fino a portarli sull’orlo della crisi di coppia.

La neomamma, provata dai nove mesi della gravidanza e dal parto, sottoposta a un forte stress fisico e psicologico, si trova a dover fare i conti con una forte ansia, i cui sintomi vengono accentuati dal cosiddetto baby blues, una condizione transitoria determinata dalle fluttuazioni ormonali.

Tale innalzamento dei livelli di ansia è fisiologico e funzionale poiché innesca nella donna uno stato di allerta, la rende in un certo senso più sensibile, “percettiva”, capace quindi di intuire quali siano i bisogni della creatura che stringe al proprio petto e che non è ancora in grado di esprimersi a parole.

L’estrema cura e le attenzioni riservate al neonato sono legate a questa ansia, che dovrebbe essere mitigata dalla presenza di un partner forte, capace di difendere il nucleo familiare.

Quello che normalmente dovrebbe accadere è che se c’è un genitore che si prende cura del bambino, lo nutre e accudisce, dall’altro lato dovrebbe esserci anche un genitore che, invece, di preoccupa di proteggerli e farli sentire al sicuro.

Ai giorni nostri, non si può più parlare di famiglia al singolare.

Esistono tante diverse famiglie in cui i ruoli non dipendono più, come in passato, dall’identità di genere, dall’essere femmina o maschio.

Soltanto per generalizzare, dunque, mi riferirò a uomo e donna nel mio discorso.

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Come cambia la relazione con il partner dopo la nascita di un bambino?

La crisi di coppia dopo la nascita di un figlio spesso è determinata dal fatto che, all’improvviso, tutte le attenzioni della donna, neomamma, vengono rivolte al bambino.

In questa situazione, alcuni uomini si sentono traditi perché la loro donna non si prende più cura di loro e si interessa molto di più a un altro, un “terzo incomodo” che si è messo tra di loro: il bambino.

Questa sensazione di essere stati traditi e abbandonati porta grosse ripercussioni sulla coppia.

Un altro problema che sorge dopo l’arrivo di un figlio è quello legato alla fisicità.

Dopo il parto, una donna deve fare inevitabilmente i conti con il proprio corpo. Un corpo che si è trasformato e ha cambiato forma per accogliere il nascituro. Un corpo che ha sopportato un’enorme fatica e ne porta ancora i segni in quella stanchezza profonda che sembra non andare mai via, anche a causa della privazione del sonno.

Notte dopo notte, quel bimbo indifeso la chiama a sé con pianti e strilli e lei, nonostante l’affaticamento, si alza dal letto per allattarlo, rassicurarlo e farlo addormentare.

Il tempo e lo spazio per sé e per l’altro si riducono, tra stanchezza accumulata, pannolini da cambiare, poppate e tutti gli altri impegni, personali e lavorativi, a cui bisogna stare dietro anche quando si hanno un infante in casa.

È inevitabile, allora, che anche la sessualità ne risenta a causa di una mancanza di intimità, un collante fondamentale della coppia.

Diverse coppie che si sono rivolte a me per superare un momento di crisi hanno portato in terapia anche un altro problema: la differenza di vedute riguardo l’educazione del figlio o della figlia.

All’arrivo di un bambino, infatti, è normale interrogarsi e discutere con il proprio partner su quale sia il modo migliore di crescere questo figlio.

Esistono tante scuole di pensiero a proposito.

Ma è chiaro che se papà ha un’impostazione rigida, basata su regole ferree, mentre mamma è estremamente permissiva, ci troviamo di fronte a un problema da risolvere.

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Un figlio distrugge la coppia?

Un figlio non distrugge la coppia, ma la mette a dura prova.

Il punto è che spesso le coppie fanno figli per sopraggiunta età anagrafica, quasi come se arrivati a una certa età dovessero per forza mettere al mondo un bambino.

Ma quando si fa le cose perché bisogna farle e non perché la relazione è forte abbastanza da arrivare a quel grado di intimità, ecco che sorgono i contrasti, ecco che si spalanca la crisi.

Quindi il bambino non distrugge la coppia, ma è la prova del nove, ciò che dimostra che la coppia è destinata a durare nel tempo.

Diventare genitori senza andare in crisi come coppia

Più il grattacielo è alto, più le fondamenta devono essere profonde e stabili.

Occorre lavorare sulle fondamenta per poter stare insieme a lungo e portare avanti un rapporto appagante per entrambi i partner.

Se le fondamenta sono fragili, prive di comunicazione, di sincerità e intimità, il palazzo è destinato a crollare su sé stesso.

Se si vuole costruire una relazione di coppia solida è necessario porre alle sue basi alcuni elementi fondamentali, tra i quali:

  • l’assertività, cioè la capacità di esprimere pensieri ed emozioni in modo deciso, senza prevaricare l’altro; 
  • l’intimità che, come ho detto in un altro articolo, non ha a che fare con l’essere nudi ma con la possibilità di mostrarci per come siamo, di essere noi stessi senza paura.

È importante soprattutto trovare un partner che abbia principi simili ai nostri, con il quale riusciamo a intenderci perché viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Perché è vero che attraverso la diversità e il confronto con l’altro si cresce, ma è attraverso la somiglianza che si costruisce.

Per costruire è importante che l’altro condivida i nostri valori di riferimento.

Se questo non accade, c’è il serio rischio che i valori diventino il campo di battaglia sul quale la coppia continuerà a scontrarsi e di questa guerra interna sarà vittima il bambino o la bambina.

Faccio un esempio banalissimo.

Se una persona tifa per la squadra x e l’altra la squadra y, il bambino cosa dovrebbe diventare?

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Come capire che stai vivendo una crisi con il partner

Non sono tanto le urla e le litigate che dovrebbero preoccuparti, ma il silenzio.

Quando non ci si parla più, quando non c’è spazio per il dialogo, allora significa che la crisi è esplosa.

È chiaro che se una coppia è silenziosa, non può essere quello il trigger.

Ma se hai dubbi, la prima cosa che puoi chiederti è se è cambiato qualcosa nella vostra relazione.

Se prima parlavate e adesso non lo fate più, il silenzio è la spia di un problema.

Se prima facevate sesso e adesso non lo fate più, non per mancanza di tempo ma perché anche quando potreste preferite magari stare sul divano con il cellulare in mano, allora sì, c’è un problema.

La regola generale è: confronta il prima con l’adesso, come funzionava in passato con come funziona oggi.

Sostegno per coppia in crisi - Psicologo Psicoterapeuta Roma Eur

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